Per paese

Isole delle spezie: la scoperta dell'Indonesia nei racconti dei viaggiatori

Molto prima dell'arrivo degli europei, l'arcipelago è un crocevia. Il chiodo di garofano, che allora cresce solo nelle Molucche, e la noce moscata, che cresce solo nelle isole Banda, raggiungono la Cina, l'India e il Mediterraneo attraverso catene di mercanti di cui l'Europa ignora l'origine. Il monaco cinese Yijing soggiorna nel 671 a Srivijaya, regno di Sumatra dove si studia il sanscrito; il tempio di Borobudur sorge a Giava nel IX secolo. Marco Polo fa scalo a Sumatra nel 1292, il francescano Odorico da Pordenone descrive Giava verso il 1322, Ibn Battuta è ricevuto nel 1345 dal sultano di Samudra Pasai, primo regno musulmano dell'arcipelago. A Giava la corte di Majapahit fa celebrare la propria potenza nel poema Nagarakretagama nel 1365.

I Portoghesi prendono Malacca nel 1511 e mandano subito navi verso le isole delle spezie: Francisco Serrão raggiunge Ternate, dove si ferma. Verso il 1515 lo speziale Tomé Pires traccia nella sua Suma Oriental il primo quadro europeo dell'arcipelago. Nel 1521 i superstiti della spedizione di Magellano arrivano a Tidore, e Antonio Pigafetta descrive finalmente l'albero dei chiodi di garofano. Francesco Saverio predica ad Ambon e nelle Molucche nel 1546, e Francis Drake carica chiodi di garofano a Ternate nel 1579.

Poi vengono gli Olandesi. Cornelis de Houtman getta l'ancora a Banten, su Giava, nel 1596; la Compagnia olandese delle Indie orientali nasce nel 1602, e Jan Pieterszoon Coen fa di Batavia, nel 1619, la capitale del suo impero commerciale. Per assicurarsi il monopolio della noce moscata, nel 1621 fa massacrare o deportare quasi tutta la popolazione delle Banda. Più avanti nel secolo il naturalista Georg Eberhard Rumphius dedica la vita a descrivere le piante e le conchiglie di Ambon.

Nell'Ottocento Thomas Stamford Raffles, governatore di Giava durante l'occupazione britannica, pubblica nel 1817 una History of Java, e Alfred Russel Wallace percorre l'arcipelago dal 1854 al 1862: vi traccia la linea che separa la fauna dell'Asia da quella dell'Australia. Le cronache giavanesi e malesi, babad e hikayat, custodiscono la memoria che il paese ha di sé, e le lettere di Kartini, a cavallo del Novecento, gli danno una voce nuova.

Questa sezione riunisce le nostre edizioni di racconti di testimoni e un repertorio di altri racconti antichi sull'Indonesia.

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