Per paese

La scoperta del Messico, dagli spagnoli ai viaggiatori che seguirono

I primi europei a mettere piede in Messico furono due naufraghi: nel 1511 Gonzalo Guerrero e Jerónimo de Aguilar finirono sulla costa dello Yucatán. Guerrero sposò una donna maya e in seguito combatté dalla sua parte. Nel 1517 Francisco Hernández de Córdoba costeggiò la penisola partendo da Cuba e vide città di pietra; nel 1518 lo seguì Juan de Grijalva, che sentì parlare di un ricco impero nell'interno.

Nel 1519 Hernán Cortés sbarcò vicino all'odierna Veracruz, guidato da un'interprete nahua, Malintzin, che gli spagnoli chiamarono doña Marina. L'8 novembre i suoi uomini entrarono a Tenochtitlan, la capitale mexica costruita su un lago. Le lettere di Cortés a Carlo V e la cronaca scritta verso il 1568 dal soldato Bernal Díaz del Castillo descrivono le strade rialzate, il mercato di Tlatelolco, i templi e i sacrifici; Bernal paragonò la città agli incantesimi dei romanzi cavallereschi. Cadde nell'agosto 1521.

Anche i vinti lasciarono la loro versione. Dagli anni Quaranta del Cinquecento il francescano Bernardino de Sahagún fece raccogliere in nahuatl, presso gli anziani di Tlatelolco, la memoria del loro mondo: ne nacque verso il 1577 il Codice fiorentino, oggi alla Biblioteca Laurenziana, con la conquista vista dalla parte mexica. Motolinía e Diego Durán, poi storici meticci e indigeni come Fernando de Alva Ixtlilxóchitl e Hernando Alvarado Tezozómoc, scrissero la storia dei secoli precedenti.

La Nuova Spagna rimase poi quasi chiusa agli stranieri. Il domenicano inglese Thomas Gage la attraversò negli anni Venti del Seicento e nel 1648 pubblicò un ritratto di Città del Messico che servì alla propaganda inglese. Dal 1565 il galeone di Manila univa Acapulco all'Asia; il calabrese Giovanni Francesco Gemelli Careri vi si imbarcò e descrisse la capitale nel 1697. Nel 1780 il gesuita creolo Francisco Javier Clavijero, esule a Cesena, pubblicò in italiano la Storia antica del Messico per rispondere ai dotti europei che disprezzavano il Nuovo Mondo.

Dopo l'indipendenza del 1821 i viaggiatori arrivarono numerosi. Alexander von Humboldt, presente nel 1803 e 1804, aveva già offerto nel suo Saggio politico sul regno della Nuova Spagna il primo ritratto statistico del paese. Fanny Calderón de la Barca, moglie del primo ministro di Spagna a Città del Messico, raccontò gli anni dal 1839 al 1842, mentre John Lloyd Stephens e il disegnatore Frederick Catherwood rivelavano Uxmal, Palenque e Chichén Itzá. Désiré Charnay fotografò le rovine dal 1857, e l'intervento francese del 1862-1867 portò ufficiali e scienziati.

Questo dossier riunisce le nostre edizioni di racconti di testimoni e un repertorio di altri racconti antichi sul Messico.

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