I nostri titoli su questo tema
Da leggere anche: racconti e opere sullo stesso tema
Racconti e opere intorno a questo tema, in ordine cronologico, per collocare i nostri titoli. Ognuno rimanda a un'edizione libera online quando esiste, o alla nostra scheda quando l'opera fa parte del nostro catalogo.
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Thomas James, The Strange and Dangerous Voyage of Captaine Thomas James (1633)
Nel maggio 1631 Thomas James lascia Bristol sull'Henrietta Maria per riprendere la ricerca là dove Hudson l'aveva lasciata. Nella baia incrocia un altro cercatore del passaggio, Luke Foxe, partito da Londra nella stessa stagione, poi scende verso sud, in quel fondo di baia dove Hudson aveva svernato e che oggi porta il nome di James. Trascorre l'inverno sull'isola Charlton, affonda di proposito la nave per sottrarla ai ghiacci, la rimette a galla in primavera e rientra a Bristol nell'ottobre 1632. Il suo Strange and Dangerous Voyage, uscito nel 1633, racconta la fame, il freddo, la preghiera, e giunge alla stessa conclusione dei giornali di Hudson: da lì nessun passaggio si apre verso l'Asia.
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Luke Foxe, North-West Fox, or Fox from the North-West Passage (1635)
Dodici anni dopo Munk, nel 1631, Luke Foxe lascia Londra sul Charles, una piccola pinassa, passa per le Orcadi e a giugno entra nello stretto di Hudson. Costeggia la costa occidentale della baia, ritrova a Port Nelson le tracce dello svernamento di Thomas Button, incontra per caso il rivale Thomas James, poi risale verso nord nel bacino che oggi porta il suo nome. Rientra a ottobre senza aver svernato né perso un uomo. Il suo libro, pubblicato nel 1635, unisce diario di bordo e storia dei viaggi precedenti: la lettura ideale per misurare quanto caro Munk avesse pagato.
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Friedrich Martens, Spitzbergische oder Groenlandische Reise-Beschreibung (1675)
Nella primavera del 1671 il chirurgo-barbiere amburghese Friedrich Martens si imbarca su una baleniera, la Jonas im Walfisch, diretta allo Spitsbergen. Sessant'anni prima le balene segnalate da Hudson nel 1607 avevano attirato in quelle baie le flotte inglesi e olandesi; Martens vi trova un'industria ben avviata, con le sue lance, i suoi arpioni e i suoi forni per il grasso. Mentre l'equipaggio caccia, egli osserva: i ghiacci che si staccano dai ghiacciai, l'orso bianco, il tricheco, gli uccelli marini, e la coclearia contro lo scorbuto, quella che i sopravvissuti dell'ammutinamento raccoglievano sulle isole della baia. La sua Spitzbergische oder Groenlandische Reise-Beschreibung, stampata ad Amburgo nel 1675, fu tradotta in italiano, in olandese e in inglese.
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Nicolas Jérémie, Relation du détroit et de la baie d'Hudson (1694-1714)
Nato presso Québec, Nicolas Jérémie arriva alla baia di Hudson nel 1694 con Iberville come interprete e commesso al forte Bourbon, sulla costa occidentale. Fatto prigioniero dagli inglesi, torna, serve di nuovo, poi comanda il presidio dal 1708 al 1714, prima di consegnarlo agli inglesi dopo il trattato di Utrecht. La sua Relation, pubblicata ad Amsterdam nel 1720, descrive i fiumi, gli animali e i popoli della baia. Vi si legge il nome di «fiume Danese», dato al Churchill in ricordo della spedizione di Munk: un secolo dopo, lo svernamento danese era ancora iscritto nella geografia del luogo.
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