Per epoca

Racconti di viaggio dell'Ottocento

Nell'Ottocento il viaggio cambia più in fretta che in qualunque altro secolo. All'inizio si attraversa l'Atlantico a vela e si raggiunge Gerusalemme a dorso di mulo; alla fine i piroscafi garantiscono linee regolari, il canale di Suez è aperto dal 1869, la prima ferrovia transcontinentale unisce dallo stesso anno le due coste degli Stati Uniti, e il giro del mondo si compie in poche settimane. Nel 1889-1890 la giornalista americana Nellie Bly chiude il suo in settantadue giorni, per battere l'eroe di Jules Verne.

Il secolo si apre con un modello: Alexander von Humboldt e Aimé Bonpland percorrono l'America spagnola dal 1799 al 1804, e la pubblicazione del loro viaggio richiede trent'anni. Le società geografiche, a Parigi nel 1821, a Londra nel 1830 e poi in tutte le capitali, finanziano, premiano e pubblicano gli esploratori. Charles Darwin riporta dal suo giro del mondo a bordo del Beagle le osservazioni da cui nascerà la sua teoria. L'interno dell'Africa diventa il grande enigma: Richard Burton e John Hanning Speke cercano le sorgenti del Nilo nel 1857-1858, David Livingstone attraversa il continente, Henry Morton Stanley lo ritrova nel 1871 sulle rive del lago Tanganica. Poi tocca ai poli: la spedizione di John Franklin si perde nell'Artico dopo il 1845, e Fridtjof Nansen lascia andare alla deriva il Fram tra i ghiacci dal 1893 al 1896.

Il viaggio accompagna anche l'espansione coloniale. L'esploratore prepara spesso la conquista o la serve: la conferenza di Berlino, nel 1884-1885, fissa le regole della spartizione dell'Africa su carte che i viaggiatori hanno appena tracciato. In Asia centrale russi e britannici giocano il Grande Gioco, e Nikolaj Przeval'skij esplora la Mongolia e il Tibet settentrionale per conto dello stato maggiore russo. Missionari, consoli, ufficiali e ingegneri scrivono a loro volta, e il racconto si confonde con il rapporto.

Nello stesso tempo nasce il turismo. Le guide a stampa, quelle di John Murray dal 1836 e poi quelle di Karl Baedeker, indicano alberghi, monumenti e itinerari; le agenzie organizzano viaggi collettivi in Egitto e in Terrasanta, e l'Oriente romantico attira scrittori e pittori. Donne viaggiano da sole e pubblicano: l'austriaca Ida Pfeiffer compie due volte il giro del mondo, l'inglese Isabella Bird percorre le Montagne Rocciose, il Giappone e la Persia. Lo sguardo circola anche in senso inverso: la missione giapponese Iwakura visita gli Stati Uniti e l'Europa nel 1871-1873, e lo scià di Persia Naser al-Din pubblica il diario dei suoi viaggi in Europa.

La stampa illustrata allarga il pubblico: la rivista Le Tour du monde, fondata a Parigi nel 1860, pubblica ogni settimana racconti accompagnati da incisioni, e la fotografia offre dagli anni Cinquanta una prova di genere nuovo. Il rapporto con il vero si vuole documentario, statistico, etnografico; ma il pittoresco, il pregiudizio e l'esotismo pesano molto, e molti di questi racconti dicono tanto dello sguardo europeo quanto dei paesi percorsi. Restano documenti di prim'ordine su società che la modernità stava per trasformare.

Questa sezione riunisce le nostre edizioni di racconti dell'Ottocento e un repertorio di testi affini, per leggere ciascuno nel secolo in cui il viaggio divenne insieme scienza, conquista e svago.

I nostri titoli su questo tema

XIX secolo

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