Regione ed epoca

Esploratori del Grande Nord nel Settecento

Nel Settecento il Grande Nord smette di essere un semplice confine del mondo e diventa una frontiera che gli Stati vogliono possedere e misurare. Ogni estate i balenieri olandesi, baschi e tedeschi mandano centinaia di navi tra i ghiacci delle Svalbard e della Groenlandia, e i pomori del Mar Bianco vi cacciano il tricheco. Nel 1743 quattro di loro, abbandonati su un'isola dell'arcipelago, sopravvivono sei anni con un fucile, poche pallottole e legno portato dalla corrente; la loro avventura, pubblicata nel 1766, fa il giro d'Europa.

La Russia di Pietro il Grande e delle sue eredi conduce l'impresa più vasta. Dal 1733 al 1743 la Grande spedizione del Nord spinge distaccamenti lungo tutta la costa siberiana. Vasilij Prončiščev muore nel 1736 sulla penisola del Tajmyr, e la moglie Tat'jana, che lo aveva seguito, pochi giorni dopo; nel 1742 Semën Čeljuskin raggiunge il capo più settentrionale dell'Asia. Johann Georg Gmelin riporta da dieci anni di cammino un viaggio attraverso la Siberia, Stepan Krašeninnikov una descrizione della Kamčatka (1755). Aleksej Čirikov avvista le coste dell'Alaska nel 1741, e i cacciatori di pellicce seguono di isola in isola la catena delle Aleutine, fino all'insediamento di Grigorij Šelichov a Kodiak nel 1784.

Nell'Atlantico settentrionale lo sguardo viene anche dall'interno. La Danimarca torna in Groenlandia nel 1721; i Fratelli moravi vi si stabiliscono nel 1733, poi nel Labrador nel 1771, e nel 1765 David Crantz pubblica una storia della Groenlandia nutrita dei loro colloqui con gli inuit. In Islanda due dotti del paese, Eggert Ólafsson e Bjarni Pálsson, percorrono l'isola dal 1752 al 1757 e ne compilano un inventario minuzioso. Joseph Banks sale sull'Hekla nel 1772, undici anni prima che l'eruzione del Laki affami l'isola intera.

In America il passaggio a nord-ovest resta un'ossessione. Christopher Middleton lo cerca invano nel 1741-1742. Samuel Hearne sceglie la via di terra: guidato dal capo dene Matonabbee, raggiunge nel 1771 la foce del Coppermine e l'oceano Artico, e assiste al massacro di un accampamento inuit da parte dei suoi compagni. Nel 1789 Alexander Mackenzie discende fino al mare il fiume che oggi porta il suo nome. I racconti di questo secolo intrecciano rilievi, giornali di bordo e una dipendenza quotidiana da chi sa vivere nel freddo.

Questa sezione riunisce le nostre edizioni e un repertorio di testi affini.

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