I nostri titoli su questo tema
Da leggere anche: racconti e opere sullo stesso tema
Racconti e opere intorno a questo tema, in ordine cronologico, per collocare i nostri titoli. Ognuno rimanda a un'edizione libera online quando esiste, o alla nostra scheda quando l'opera fa parte del nostro catalogo.
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George Anson, A Voyage Round the World (1748)
Cinque anni prima della spedizione Strobl-Cardiel-Quiroga, il commodoro inglese Anson intraprende il giro del mondo alla testa di una squadra decimata dallo scorbuto. Sono proprio le sue carte stampate a far nascere le favole di fiumi giganti e di ostriche smisurate a San Julián che il viaggio del 1746 smonterà. Il racconto inglese è un capolavoro di propaganda navale: Patagonia selvaggia, galeone di Manila catturato, ritorno trionfale. Leggere Anson accanto a Lozano significa vedere la stessa costa sotto due penne nemiche, l'una che ingrandisce tutto, l'altra che conta le braccia di fondale.
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John Byron, relation du voyage du Dolphin (1773)
Dodici anni prima di Viedma, l'ammiraglio inglese entra nella baia di San Julián e giura di aver visto uomini alti nove piedi. Il suo racconto rilancia in Europa la vecchia favola dei giganti patagoni e fa circolare le incisioni. Leggere Byron e poi Viedma significa passare da una fiaba a un metro: il secondo misura i suoi ospiti in varas, nota che sono alti ma per nulla smisurati, e spiega con calma che a ingannare i visitatori frettolosi è stato l'abito, dal collo ai piedi.
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Thomas Falkner, A Description of Patagonia (1774)
Un medico inglese diventato gesuita trascorre quarant'anni nelle missioni del Río de la Plata e torna con la prima descrizione ragionata dell'interno patagonico, dei suoi popoli e dei suoi fiumi. Il libro esce sei anni prima della partenza da Montevideo, e la sua ombra incombe su tutta l'impresa: è in parte perché Falkner ha mostrato agli inglesi il valore strategico della costa che Madrid decide in fretta di piantarvi delle città.
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James Cook, A Voyage towards the South Pole and Round the World (1777)
Mentre Kerguelen difende a Versailles la sua terra del febbraio 1772, James Cook lascia l'Inghilterra con la Resolution e l'Adventure per risolvere la questione del continente australe. Nel gennaio 1773 supera il circolo polare antartico; un anno dopo, quando il bretone rinuncia tra le brume delle sue isole, si spinge fino a 71 gradi sud prima che il ghiaccio lo fermi. Il suo racconto, sobrio e ricco di cifre, cancella dalle carte il continente fertile promesso dai geografi, quello di cui Kerguelen aveva creduto di scorgere la punta. I due uomini inseguono la stessa chimera con fortune opposte: Cook preserva i suoi equipaggi dallo scorbuto, Kerguelen torna con uomini rovinati dalla malattia.
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James Cook, A Voyage to the Pacific Ocean (1784)
Nel dicembre 1776, in rotta verso il Pacifico settentrionale, James Cook getta l'ancora con la Resolution e la Discovery in una baia delle terre di Kerguelen, che battezza Christmas Harbour. I suoi uomini vi trovano il messaggio lasciato dai francesi nel 1774, prova della presa di possesso. Cook rileva la costa, descrive la vegetazione rasa, le foche e i pinguini, e suggerisce un nome destinato a fare fortuna: l'isola della Desolazione. Il suo racconto, pubblicato dopo la sua morte, conferma la scoperta del bretone proprio mentre questi, condannato dal consiglio di guerra, redige la propria difesa nel castello di Saumur.
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