Asia Nascosta

Racconti di viaggio in Asia, dalla Cina alla Corea e al Giappone

Per secoli l'Europa conobbe l'Asia solo per sentito dire: la seta arrivava a Roma senza che nessuno sapesse da dove. I primi testimoni diretti sono frati. Nel 1245 il francescano Giovanni da Pian del Carpine parte per la corte del khan mongolo; Guglielmo di Rubruck raggiunge Karakorum nel 1253. Marco Polo, rientrato a Venezia nel 1295, detta in prigione un libro che farà sognare Cristoforo Colombo. Lo sguardo corre anche nell'altro senso: nel VII secolo il monaco cinese Xuanzang aveva riportato dall'India centinaia di testi buddhisti e una minuziosa descrizione dei regni attraversati, e nel Trecento Ibn Battuta si spinge da Delhi fino ai porti della Cina meridionale.

Le grandi navigazioni cambiano la scala. Dopo l'arrivo dei portoghesi sulle coste cinesi all'inizio del Cinquecento, i gesuiti diventano i grandi informatori dell'Europa: Francesco Saverio sbarca in Giappone nel 1549, Matteo Ricci entra a Pechino nel 1601 dopo essersi fatto letterato confuciano per essere ascoltato. Le loro lettere, stampate e tradotte ovunque, creano l'immagine di una Cina dotta e ben governata che i filosofi del Settecento ammireranno. I mercanti vedono soprattutto porti, dogane e divieti. Dagli anni Trenta del Seicento il Giappone si chiude e lascia agli olandesi soltanto l'isolotto di Dejima, a Nagasaki; Engelbert Kaempfer, medico della loro compagnia, vi soggiorna nel 1690-1692 e partecipa al viaggio annuale alla corte dello shogun, a Edo.

Ci sono anche i viaggi subiti. Naufraghi gettati su coste proibite e prigionieri trattenuti per anni lasciano testimonianze tanto più preziose in quanto non hanno scelto nulla: descrivono la vita di tutti i giorni, i villaggi, la giustizia, tutto ciò che gli ambasciatori non vedono. La Corea, a lungo chiusa agli stranieri, fu conosciuta in Europa quasi solo grazie a racconti di questo genere fino all'Ottocento.

L'Asia ha anche descritto se stessa. Gli inviati coreani che ogni anno si recavano a Pechino hanno lasciato centinaia di diari di viaggio, in cui la Cina dei Ming e poi dei Qing appare vista con occhi confuciani, curiosi e spesso critici. Le flotte dell'ammiraglio Zheng He si spinsero fino all'Arabia e all'Africa orientale fra il 1405 e il 1433, e i loro cronisti descrissero i regni dell'oceano Indiano.

Nell'Ottocento le cannoniere aprono i porti: guerra dell'oppio nel 1839-1842, squadra del commodoro Perry in Giappone nel 1853-1854. Il racconto cambia natura. Henri Mouhot fa conoscere Angkor all'Europa a partire dal 1860, la missione di Doudart de Lagrée e Francis Garnier risale il Mekong nel 1866-1868, e i primi viaggiatori di piacere seguono i militari. Dalla meraviglia all'inventario, dalla curiosità alla conquista, questi testi raccontano la lunga storia di uno sguardo.

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