I nostri titoli su questo tema
Da leggere anche: racconti e opere sullo stesso tema
Racconti e opere intorno a questo tema, in ordine cronologico, per collocare i nostri titoli. Ognuno rimanda a un'edizione libera online quando esiste, o alla nostra scheda quando l'opera fa parte del nostro catalogo.
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Michel de Montaigne, Journal de voyage en Italie (1580-1581)
Tre quarti di secolo dopo Dürer, Montaigne attraversa la Svizzera e la Germania per raggiungere l'Italia e si ferma una settimana a Venezia nel novembre 1580. Trova la città meno meravigliosa di come l'aveva immaginata, ne osserva le istituzioni, la polizia e le cortigiane, e riceve un libro di lettere di Veronica Franco. Il diario, dettato in parte a un segretario, fu ritrovato e pubblicato soltanto nel 1774. Vi si ritrova ciò che Dürer descriveva dall'interno: una città che accoglie lo straniero con curiosità e un po' di diffidenza, e un viaggiatore del Nord che misura, con ironia, ciò che ha guadagnato e perduto uscendo di casa.
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Thomas Coryat, Coryat's Crudities (1608)
Nel 1608 uno stravagante del Somerset parte a piedi attraverso la Francia e l'Italia, trascorre sei settimane a Venezia, poi rientra in Inghilterra per la Svizzera, il Reno e i Paesi Bassi. Le sue Crudities, pubblicate nel 1611, offrono una delle descrizioni inglesi più vivaci di Venezia: piazza San Marco, le gondole, le cortigiane, il Palazzo Ducale, e l'uso italiano della forchetta, che riferisce come una curiosità. Sul Reno discende quasi lo stesso fiume di Dürer, da Magonza a Colonia, e attraversa poi le province olandesi. Il suo tono burlone e spaccone ricorda a tratti le lettere di Dürer a Pirckheimer, un secolo prima, quando il pittore prendeva in giro gli amici rimasti a Norimberga.
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Johann Wolfgang von Goethe, Voyage en Italie (1786-1788)
Nel settembre 1786 Goethe lascia Karlsbad in segreto e scende verso l'Italia. Trascorre poco più di due settimane a Venezia, sale sul campanile di San Marco, guarda le barche, scopre il mare, corre per le chiese del Palladio e davanti ai dipinti dei maestri veneziani, assiste alle arringhe e al teatro popolare. È il racconto fondatore del viaggio tedesco in Italia, quello di un uomo del Nord che vi cerca una rinascita personale. Dürer, quasi tre secoli prima, aveva già percorso quella strada e provato la stessa sensazione, in una lingua più cruda: a Venezia lo si tratta da gentiluomo, e teme di tornare a essere, a casa, un semplice parassita.
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Victor Hugo, Le Rhin (1838-1840)
Hugo risale il Reno alla fine degli anni 1830 e ne trae, nel 1842, un libro di lettere a un amico. Si ferma ad Aquisgrana davanti alla tomba di Carlo Magno, contempla la cattedrale incompiuta di Colonia, si stupisce davanti a Bacharach, a Sankt Goar e ai burgs in rovina, e mescola ai paesaggi le leggende, la storia e la politica europea. È quasi esattamente il percorso di Dürer nel 1520: le stesse città di pedaggio, la stessa cappella di Carlo Magno dove il pittore vide consacrare Carlo V, la stessa Colonia dove ottenne la sua pensione. Là dove Dürer contava i fiorini versati ai doganieri, Hugo sogna davanti alle rovine di un Medioevo scomparso.
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Eugène Fromentin, Les Maîtres d'autrefois (1875)
Pittore e scrittore, Fromentin parte nel 1875 per vedere sul posto i dipinti del Belgio e dell'Olanda, e pubblica l'anno seguente questo libro divenuto un classico della critica d'arte. Segue Rubens ad Anversa e a Malines, si ferma a Bruges davanti a Memling, a Gand davanti all'Agnello mistico dei Van Eyck, poi raggiunge l'Olanda di Rembrandt. È uno dei rari racconti che guardano queste città con occhi di pittore, come Dürer nel 1521, quando annotava a Gand il dipinto di Jan e a Bruges la Vergine di Michelangelo. Tre secoli e mezzo separano i due viaggiatori, ma la stessa domanda li guida: come hanno fatto questi maestri?