I nostri titoli su questo tema
Da leggere anche: racconti e opere sullo stesso tema
Racconti e opere intorno a questo tema, in ordine cronologico, per collocare i nostri titoli. Ognuno rimanda a un'edizione libera online quando esiste, o alla nostra scheda quando l'opera fa parte del nostro catalogo.
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Crónica del Perú, Pedro de Cieza de León, 1553 (1553)
Il soldato cronista ha percorso le stesse strade di Lizárraga, una generazione prima. Ha visto Cajamarca dopo Atahualpa, Cuzco dopo Pizarro, Potosí ai suoi inizi. La sua prosa, semplice e precisa, è la grande fonte delle descrizioni del Perù delle conquiste. Lizárraga lo conosce, lo cita talvolta senza dirlo. Leggere Cieza dopo Lizárraga significa risalire di una generazione, ritrovare le città sotto i loro primi intonaci, gli indios ancora vicini al trauma.
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Willem Schouten et Jacob Le Maire, Journal ou description du merveilleux voyage de Guillaume Schouten (1618)
Per sfuggire al monopolio della Compagnia, la sola a poter percorrere lo stretto di Magellano, dei mercanti di Hoorn cercano un altro passaggio. Nel 1616 Jacob Le Maire e Willem Schouten scoprono lo stretto che porta il nome del primo, poi doppiano un capo che battezzano Hoorn. Attraversano quindi il Pacifico passando per isole che Van Noort non ha visto, le Tuamotu, le Tonga, la Nuova Irlanda, prima di arrivare a Giava, dove la Compagnia confisca loro la nave. Letto dopo il diario del 1598, questo racconto mostra con quanta rapidità l'Olanda impara a conoscere il Pacifico: in vent'anni il mare che aveva rischiato di inghiottire Van Noort diventa una rotta nota. Journal ou description du merveilleux voyage de Guillaume Schouten.
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Joris van Spilbergen, Speculum Orientalis Occidentalisque Indiae Navigationum (1619)
Quindici anni dopo Van Noort, Joris van Spilbergen riprende la sua rotta per conto della Compagnia delle Indie orientali. Partito nel 1614 con sei navi, supera lo stretto di Magellano, costeggia il Cile, schiaccia una squadra spagnola al largo del Perù nel 1615, estorce un riscatto a Paita, tratta ad Acapulco, poi attraversa il Pacifico verso le Filippine e le Molucche. Il suo racconto, pubblicato nel 1619 con quello di Le Maire e Schouten, si legge come una versione riuscita del primo: stesso itinerario, stessi nemici, stessi porti, ma una flotta di Stato meglio armata, che fa del Mare del Sud un teatro regolare della guerra olandese contro la Spagna. Speculum Orientalis Occidentalisque Indiae Navigationum.
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Jean-Baptiste Tavernier, Les Six Voyages (1676)
Mezzo secolo dopo Carletti, questo mercante di pietre preziose percorre a sua volta la Persia e l'India, dalle miniere di diamanti alle corti dei grandi re. In lui si ritrova lo stesso sguardo da negoziante sulle pietre, le monete e le rotte del fiorentino, ma l'Asia è già cambiata: gli olandesi e gli inglesi che Carletti vedeva spuntare a Goa vi si sono ormai insediati come padroni del commercio.
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Engelbert Kaempfer, Geschichte und Beschreibung von Japan (1690-1692)
Medico della Compagnia olandese delle Indie, Kaempfer vive in Giappone alla fine del XVII secolo, in un paese ormai chiuso agli stranieri e purgato dai cristiani. Il suo libro permette di vedere cosa sia diventato il Giappone che Carletti aveva conosciuto ancora aperto, prima che le croci di Nagasaki annunciassero la grande chiusura. Lo stesso arcipelago, un secolo dopo, sprangato.
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Gemelli Careri, Giro del Mondo (1699-1700)
Alla fine del XVII secolo, questo magistrato napoletano rifà, da turista facoltoso, il giro del mondo che Carletti aveva compiuto da mercante rovinato. Manila, Acapulco, Città del Messico: segue quasi la stessa rotta e pubblica un racconto che conoscerà un successo immenso. Leggere Gemelli dopo Carletti significa misurare il cammino percorso tra l'avventura pericolosa e il viaggio di piacere.
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Amédée-François Frézier, Relation du voyage de la mer du Sud aux côtes du Chili et du Pérou (1716)
Tre anni dopo Rogers, l'ingegnere militare Frézier parte per il mare del Sud sotto le spoglie di un capitano mercantile. Dal 1712 al 1714, da Concepción a Valparaíso, da Callao ad Arica, rileva in segreto la pianta dei porti, conta i cannoni e le guarnigioni spagnole, osserva le miniere e le colture. Porta in Francia la fragola del Cile, da cui verranno le nostre fragole da giardino. La sua relazione esce a Parigi nel 1716 e una traduzione inglese segue già nel 1717. Vi si ritrova la costa che Rogers risale, vista questa volta da un occhio d'ufficiale attento alle difese più che al bottino. Vedi Relation du voyage de la mer du Sud aux côtes du Chili et du Pérou.
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Richard Walter, A Voyage Round the World in the Years 1740-1744 by George Anson (1748)
Un secolo e mezzo più tardi, una squadra inglese ripercorre il tragitto di Van Noort con la stessa ambizione: saccheggiare la costa spagnola del Pacifico e intercettare l'oro di Manila. Il racconto ufficiale della spedizione di George Anson narra Capo Horn nella tempesta, lo scorbuto che uccide centinaia di uomini, lo scalo di Juan Fernández, il sacco di Paita, la traversata verso Guam, poi la cattura del galeone di Manila al largo delle Filippine nel 1743. Una sola nave ritorna, carica d'argento. Le somiglianze con il diario del 1598 sono impressionanti: stesso mare, stessi nemici, stessa ecatombe, ma questa volta un bottino all'altezza delle perdite. A Voyage Round the World in the Years 1740-1744 by George Anson.
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Richard Walter, A Voyage Round the World by George Anson (1748)
Trent'anni dopo, la squadra del commodoro Anson rifà quasi la rotta della Duke. Partita nel 1740, decimata dallo scorbuto al passaggio di Capo Horn, si rimette a Juan Fernández, dove i marinai trovano capre con le orecchie tagliate che ricollegano a Selkirk. Saccheggia Paita, attende invano il galeone al largo del Messico, poi si impadronisce nel 1743 della Covadonga presso le Filippine. Il racconto, pubblicato nel 1748 a nome del cappellano Richard Walter, diventa un grande successo editoriale. Mostra ciò che la guerra navale ha fatto del modello corsaro di Rogers. Vedi A Voyage Round the World di George Anson.
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Louis-Antoine de Bougainville, Voyage autour du monde par la frégate du Roi La Boudeuse et la flûte L'Étoile (1771)
Primo giro del mondo ufficiale della marina francese, la spedizione di Bougainville trascorre quasi due mesi nello stretto di Magellano, da dicembre 1767 a gennaio 1768. Le sue pagine sulle baie riparate, i venti che vi si incanalano, le foreste scure e i fuegini incontrati in riva al mare rispondono direttamente alle settimane di attesa e di tempesta raccontate da Van Noort. Poi vengono Tahiti, le Molucche e Batavia, dove gli olandesi detengono ormai l'impero che la flotta del 1598 cercava ancora. Tra i due libri il tono è cambiato: l'avventuriero predone ha lasciato il posto allo scienziato e al filosofo, ma lo stretto non è cambiato. Voyage autour du monde par la frégate du Roi La Boudeuse et la flûte L'Étoile.
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Voyage aux régions équinoxiales du Nouveau Continent, Alexander von Humboldt, 1814-1825 (1814-1825)
Lo scienziato prussiano ripercorre il viaggio andino con gli strumenti del secolo dei Lumi. Quito, Lima, Cajamarca, il Chimborazo, il mercurio di Huancavelica: gli stessi luoghi, osservati con gli occhi del naturalista. Humboldt cita poco Lizárraga, ma cammina nella sua ombra, e i due libri messi in fila offrono un panorama di tre secoli: il Perù coloniale ancora tutto nuovo nell'uno, il Perù coloniale al tramonto nell'altro.
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Charles Darwin, Voyage d'un naturaliste autour du monde (1839)
Tra il 1832 e il 1835 il Beagle segue quasi tutta la rotta sudamericana di Van Noort. Darwin fa scalo a Port Desire, il Port Désiré dove fu sepolto il capitano Huydecoper, risale lo stretto di Magellano, osserva i fuegini, poi costeggia il Cile da Chiloé a Valparaíso, avverte a Valdivia il terremoto del 1835 e scopre Concepción in rovina. Là dove il diario olandese vedeva soltanto punti d'acqua, nemici e viveri da prendere, il naturalista legge i terrazzi marini, i fossili e gli uccelli. Gli stessi luoghi, due secoli dopo, diventano il laboratorio di un'idea che cambierà la biologia. Voyage d'un naturaliste autour du monde.
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Charles Darwin, Journal of Researches (1839)
Imbarcato sul Beagle dal 1831 al 1836, Darwin costeggia a sua volta il Brasile, tocca le Malvine, doppia Capo Horn, soggiorna in Cile e in Perù, poi trascorre cinque settimane alle Galápagos nel settembre 1835, prima di rientrare per il Capo. Là dove Rogers cercava acqua dolce e tartarughe per nutrire gli equipaggi, il giovane naturalista nota le differenze da un'isola all'altra tra i fringuelli e le tartarughe giganti. Il suo giornale, pubblicato nel 1839, cambia lo sguardo su quegli arcipelaghi che i corsari di Bristol ritenevano sassi aridi e inutili. Vedi Journal of Researches.
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Souvenirs d'un voyage au Chili, Gabriel Lafond de Lurcy, 1843 (1843)
Il marinaio francese ha frequentato i porti della costa pacifica meridionale negli anni successivi all'indipendenza. Le sue pagine su Valparaíso, sul Callao, sulle rovine di Arica danno la misura del tempo trascorso: le stesse baie, gli stessi venti, ma le bandiere spagnole sono scomparse, e le repubbliche criolle cercano il loro nuovo ordine nello scenario che Lizárraga aveva inventariato.
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Herman Melville, Les Encantadas ou îles enchantées (1854)
Nel 1841 la baleniera Acushnet costeggia l'isola Albemarle, alle Galápagos, con a bordo un giovane marinaio di nome Herman Melville. Tredici anni dopo, con lo pseudonimo di Salvator R. Tarnmoor, pubblica sul Putnam's Monthly dieci bozzetti su queste isole di cenere e di lava, popolate di tartarughe, di eremiti e di antichi covi di bucanieri. Vi cita i vecchi racconti di bucanieri, come quello di Cowley, quei marinai che, prima e dopo Rogers, venivano a cercarvi tartarughe. Il testo, ripreso nel 1856 in The Piazza Tales, trasforma in paesaggio morale l'arcipelago che il giornale di Rogers descrive da marinaio di fretta. Vedi Le Encantadas, or Enchanted Isles.
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Joshua Slocum, Sailing Alone Around the World (1900)
Nel 1895 un capitano americano di cinquantun anni parte da solo, su un vecchio sloop di undici metri, lo Spray, per fare il giro del mondo. Joshua Slocum supera lo stretto di Magellano all'inizio del 1896, lotta per settimane contro le raffiche che lo ricacciano indietro e sparge puntine sul ponte per proteggersi dai visitatori notturni venuti dalla Terra del Fuoco. Attraversa poi il Pacifico fino all'Australia e rientra nel 1898. Il suo racconto, pieno di umorismo, è l'esatto contrario del diario di Van Noort: un uomo senza equipaggio là dove quattro navi avevano perso quasi tutti i loro uomini. Sailing Alone Around the World.
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Aux pays de l'argent, Jules Huret, 1911 (1911)
Il cronista del Figaro percorre l'America del Sud alla vigilia della prima guerra mondiale. Buenos Aires, Córdoba, Potosí, La Paz, Lima: visita gli stessi luoghi di Lizárraga, ma con un treno, una macchina fotografica, un taccuino da giornalista. Le città incaiche sono diventate turistiche, la miniera di Potosí è quasi esaurita, e le eredità coloniali affiorano ovunque come ossa sotto la sabbia.