Africa Incognita

Racconti di viaggio e di esplorazione in Africa

Erodoto interrogava già i sacerdoti egizi sulle sorgenti del Nilo, e la domanda attraverserà venticinque secoli. I primi grandi testimoni dell'interno africano scrivono in arabo: Ibn Battuta visita l'impero del Mali nel 1352-1353, e al-Hasan al-Wazzan, divenuto Leone l'Africano, completa a Roma nel 1526 una descrizione dell'Africa che resterà il riferimento europeo per due secoli. I portoghesi costeggiano il continente dal Quattrocento; il sacerdote Francisco Álvares accompagna l'ambasciata portoghese in Etiopia dal 1520 al 1526.

Il Settecento e l'Ottocento fanno dell'Africa il terreno di un'esplorazione metodica. James Bruce raggiunge le sorgenti del Nilo Azzurro nel 1770, Mungo Park vede il Niger scorrere verso est nel 1796, René Caillié entra a Timbuctù nel 1828. Sul Nilo, la conquista egiziana del 1820 apre la Nubia e il Sudan a viaggiatori e antiquari, che scoprono i templi e le piramidi di Meroe. Vengono poi la corsa ai grandi laghi, con Burton, Speke, Livingstone e Stanley, e la spartizione coloniale. Questi racconti parlano di resistenza, di febbre e di meraviglia, ma anche di uno sguardo che si indurisce: l'Africa descritta diventa a poco a poco l'Africa da conquistare.

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