I nostri titoli su questo tema
Da leggere anche: racconti e opere sullo stesso tema
Racconti e opere intorno a questo tema, in ordine cronologico, per collocare i nostri titoli. Ognuno rimanda a un'edizione libera online quando esiste, o alla nostra scheda quando l'opera fa parte del nostro catalogo.
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William Lempriere, A Tour from Gibraltar to Tangier, Sallee, Mogodore, Santa Cruz, Tarudant (1789-1790)
Mezzo secolo dopo Maria, nel 1789, il chirurgo della guarnigione inglese di Gibilterra è chiamato al capezzale di un figlio del sultano Sidi Mohammed, a Taroudant. William Lempriere attraversa Tangeri e Salé, costeggia il litorale fino a Mogador, valica l'Atlante e raggiunge Marrakech, dove lo lasciano entrare nell'harem reale, che descrive nei dettagli. Vi ritrova ciò che Maria aveva conosciuto a Meknès: il favore delle donne di palazzo, l'umore imprevedibile del sovrano, le promesse di partenza sempre rinviate. Il suo libro, uscito nel 1791, è la testimonianza di un uomo libero su un mondo di cui Maria era stata prigioniera.
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Ali Bey el Abbassi (Domingo Badía), Voyages d'Ali Bey el Abbassi en Afrique et en Asie (1803-1805)
Nel 1803 un principe musulmano venuto dall'Oriente sbarca a Tangeri. In realtà è un catalano, Domingo Badía, inviato da Godoy, il ministro spagnolo, per osservare il Marocco e forse conquistarlo. Il sultano si invaghisce di questo sapiente che legge gli astri, lo ammette nel proprio seguito a Meknès, Fès, Rabat e Marrakech, gli regala due donne, poi lo fa espellere nel 1805. Il racconto esce a Parigi nel 1814. Il lettore di Maria vi riconosce le città, i giri reali, il prestigio dell'astronomia a corte, e misura la distanza tra la prigioniera che si industria per sopravvivere e la spia che si industria per vedere.
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George Bethune English, A Narrative of the Expedition to Dongola and Sennaar (1822)
Dietro il rinnegato americano che Waddington incontra al campo, Mahommed Effendi, si riconosce George Bethune English. Nato a Boston e convertito all'islam, presta servizio come ufficiale d'artiglieria nell'esercito di Ismail Pascià, che segue fino al Sennar. Il suo racconto, pubblicato a Londra nel 1822, narra la stessa campagna vista dall'interno delle truppe: le marce, i combattimenti contro gli Shaiqiya, la sottomissione dei re, l'avanzata verso sud oltre Gebel Barkal. Leggere insieme i due libri significa ascoltare due versioni della stessa guerra, quella del soldato convertito e quella del visitatore inglese che lo disprezza.
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Frédéric Cailliaud, Voyage à Méroé, au fleuve Blanc, au-delà de Fâzoql (1826-1827)
Il francese Frédéric Cailliaud, che Waddington incrocia sulla via del ritorno, raggiunge l'esercito di Ismail Pascià all'inizio del 1821 con il compagno Letorzec. Più fortunato dei due inglesi, ottiene di seguirlo verso sud: arriva alle piramidi di Meroe, che è tra i primi europei a descrivere, poi al Sennar e al Fazogli. Il suo libro, pubblicato a Parigi in più volumi accompagnati da un atlante, completa quello di Waddington. Dove il diario inglese si ferma a Gebel Barkal, Cailliaud prolunga la strada e mostra che la città di Meroe si trovava molto più a sud.
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George Alexander Hoskins, Travels in Ethiopia, above the Second Cataract of the Nile (1835)
Nel 1833, una dozzina d'anni dopo Waddington, l'inglese George Alexander Hoskins risale il Nilo oltre la Seconda Cateratta. La Nubia è ormai una provincia egiziana, e vi viaggia con una libertà che i suoi predecessori non avevano. Visita Gebel Barkal, si spinge fino alle piramidi di Meroe, che descrive con cura, e dedica una parte del libro alle condizioni del paese sotto il dominio di Mehmet Ali. È il seguito naturale del diario di Waddington: gli stessi templi e gli stessi villaggi, rivisti una volta finita la guerra e insediata l'amministrazione egiziana.
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Richard Lepsius, Briefe aus Aegypten, Aethiopien und der Halbinsel des Sinai (1852)
Inviato dal re di Prussia alla testa di una grande spedizione scientifica, l'egittologo Richard Lepsius percorre l'Egitto e il Sudan dal 1842 al 1845. Risale fino a Meroe e al Nilo Azzurro, poi soggiorna a Gebel Barkal, di cui rileva templi e piramidi con una precisione nuova. Le sue lettere, pubblicate nel 1852, raccontano il viaggio giorno per giorno. Lepsius identifica le rovine di Gebel Barkal con Napata, l'antica capitale dei re di Kush, conclusione che Waddington sosteneva già. L'antiquario di Cambridge aveva visto giusto, con mezzi ben più modesti e in piena guerra.
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Charles de Foucauld, Reconnaissance au Maroc (1883-1884)
Nel 1883 il Marocco resta chiuso ai cristiani, come ai tempi di Maria. Charles de Foucauld, ex ufficiale, vi entra travestito da rabbino, guidato dal rabbino Mardochée Aby Serour. Per quasi un anno percorre più di tremila chilometri, da Tangeri a Fès, poi oltre l'Atlante fino ai confini del Sahara, rilevando itinerari, altitudini e villaggi sconosciuti alle carte europee. Pubblicato nel 1888, il suo libro ne fa un geografo riconosciuto prima ancora che il religioso dell'Hoggar. Anche lui deve nascondere la propria fede, e le sue pagine sulla condizione degli ebrei marocchini chiariscono il ruolo degli intermediari ebrei che si affacciano di continuo nella relazione di Maria.
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Pierre Loti, Au Maroc (1889)
Nella primavera del 1889 Pierre Loti accompagna l'ambasciata di Jules Patenôtre presso il sultano Moulay Hassan. La carovana va a cavallo da Tangeri a Fès, poi Loti si spinge fino a Meknès, la capitale dove Maria aveva vissuto i suoi dodici anni di prigionia. Descrive una corte irrigidita nel cerimoniale, bastioni immensi e semidiroccati, un paese che vede già minacciato dall'Europa. Uscito nel 1890, il libro è pieno di nostalgia e di esotismo dichiarato. Letto dopo Maria, mostra le stesse mura viste da un ospite di riguardo, là dove lei le aveva viste con gli occhi di una schiava.
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Winston Churchill, The River War (1899)
Giovane ufficiale e corrispondente di guerra, Winston Churchill partecipa nel 1898 alla campagna di Kitchener contro lo Stato mahdista e combatte a Omdurman. Il suo libro ripercorre la riconquista del Sudan da parte degli eserciti anglo-egiziani, la risalita del Nilo attraverso Dongola e la ferrovia lanciata nel deserto a partire da Wadi Halfa. Quasi ottant'anni dopo Ismail Pascià, un altro esercito venuto dall'Egitto riprende la stessa strada lungo il fiume, tra le cateratte e i deserti che attraversavano Waddington e Hanbury. Il libro torna anche sulla conquista del 1820, punto di partenza di tutta questa storia.
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Edith Wharton, In Morocco (1917)
Nel settembre 1917, in piena guerra, la romanziera americana Edith Wharton visita il Marocco su invito del residente generale Lyautey. Vede Salé, la vecchia città dei corsari, poi le rovine rosse dei palazzi di Moulay Ismaïl a Meknès, che, ricorda, furono costruiti da migliaia di prigionieri e schiavi, cristiani compresi. Soggiorna poi a Fès e a Marrakech. Il suo libro, pubblicato nel 1920, è una delle prime guide del Marocco del protettorato. Vi descrive da turista colta i luoghi stessi in cui Maria ter Meetelen, due secoli prima, aveva servito i figli di quel sultano costruttore.
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Paul Theroux, Dark Star Safari (2002)
Nel 2001 Paul Theroux parte dal Cairo per raggiungere Città del Capo via terra, in treno, in autobus, in camion e a volte in convoglio armato. In Sudan segue il Nilo, si attarda a Khartoum e a Omdurman, poi prende la strada della Nubia. Lo scrittore americano, che da giovane ha insegnato in Africa, osserva senza indulgenza lo stato dei paesi attraversati e il ruolo delle organizzazioni umanitarie. Quasi due secoli dopo Waddington, la valle nubiana resta una terra di passaggio, di villaggi rivieraschi e di rovine antiche, dove il viaggiatore straniero dipende ancora dalla buona volontà di chi incontra.