Regione ed epoca

Racconti di viaggio in Asia nel Seicento

Nel Seicento la storia dell'Asia ruota attorno a un grande sconvolgimento: la caduta dei Ming. Nel 1644 Pechino cade nelle mani dei ribelli e poi dei Manciù, che fondano la dinastia Qing e impiegano quasi quarant'anni a sottomettere il Sud e Taiwan. Per la prima volta alcuni europei assistono dall'interno a un cambio di dinastia in Cina. Il gesuita trentino Martino Martini, tornato a Roma, ne pubblica già nel 1654 il racconto, De bello Tartarico, letto in tutta Europa, e nel 1655 un atlante della Cina provincia per provincia.

Riprende il viaggio via terra. Il fratello laico Bento de Góis parte da Lahore nel 1602 e muore nel 1607 alle porte della Cina, dopo aver dimostrato che il Catai dei mercanti della via della seta e la Cina dei navigatori sono la stessa terra. Nel 1624 António de Andrade valica l'Himalaya fino a Tsaparang, nel Tibet occidentale; nel 1661 Johann Grueber e Albert d'Orville vanno da Pechino ad Agra passando per Lhasa. I russi, giunti sul Pacifico nel 1639, mandano ambascerie a Pechino, quella di Fëdor Bajkov nel 1654-1656 e quella di Nicolae Milescu nel 1675-1678, e il trattato di Nerčinsk, nel 1689, si negozia in latino grazie a due gesuiti interpreti.

Le compagnie mercantili cercano invece l'accesso all'imperatore. L'ambasceria olandese ricevuta a Pechino nel 1656 non ottiene quasi nulla, ma il suo intendente Johan Nieuhof ne ricava un libro con decine di incisioni che fissa per un secolo l'immagine europea delle città, delle pagode e delle giunche cinesi. A corte Adam Schall e poi Ferdinand Verbiest dirigono l'Ufficio astronomico; nel 1668-1669 Verbiest vince davanti ai ministri una gara pubblica di previsioni contro gli astronomi cinesi.

Anche l'Asia viaggia, verso l'Europa e verso i suoi vicini. Il samurai Hasekura Tsunenaga attraversa il Pacifico e l'Atlantico e nel 1615 è ricevuto a Roma da papa Paolo V. Fino agli anni Trenta del secolo le navi munite del sigillo rosso dello shogun frequentano il Sud-est asiatico, e quartieri giapponesi sorgono a Manila e ad Ayutthaya. Il Siam, dopo aver accolto nel 1685 l'ambasceria del cavaliere di Chaumont, invia la propria a Versailles nel 1686; Simon de La Loubère, inviato francese successivo, pubblica nel 1691 una descrizione del regno di notevole sobrietà.

Questa sezione riunisce le nostre edizioni e un repertorio di testi affini.

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