Regione ed epoca

Viaggiatori in Asia nel Settecento

Nel Settecento l'Asia orientale è dominata da un impero al suo apogeo. Sotto gli imperatori Kangxi, Yongzheng e Qianlong, la Cina dei Qing raggiunge la sua massima estensione e accoglie il mondo alle proprie condizioni: gli stranieri vi giungono come tributari, e dal 1757 i mercanti europei sono confinati nel solo porto di Canton. Viaggiare in Asia significa quasi sempre andare a Pechino, o urtare contro i suoi confini.

I viaggiatori più assidui non sono europei. Ogni anno un'ambasceria coreana lascia Seul per Pechino attraverso la Manciuria, e diversi suoi membri tengono un diario. Queste relazioni del viaggio a Yanjing, antico nome di Pechino, formano un genere a sé, in cui tutto viene annotato: stazioni di posta, dogane, mercati, riti di corte. Pongono una domanda che inquieta i letterati di Seul: si può imparare qualcosa dai Manciù, ritenuti barbari? Hong Dae-yong, che nel 1766 incontra i gesuiti di Pechino, e Park Ji-won, che nel 1780 segue l'ambasceria fino alla residenza estiva di Jehol, rispondono di sì, e ispirano la scuola dello «studio del Nord».

Pechino è anche l'avamposto degli europei. I gesuiti vi servono l'imperatore come astronomi, orologiai, cartografi e pittori: il milanese Giuseppe Castiglione lavora a corte per mezzo secolo, e nel 1743 Jean-Denis Attiret descrive i giardini dello Yuanmingyuan in una lettera che lancia in Europa la moda dei giardini alla cinese. Le loro lettere, pubblicate a Parigi, plasmano l'immagine che i Lumi si fanno della Cina. Quando lord Macartney arriva nel 1793 alla testa di una grande ambasceria britannica e rifiuta la prosternazione completa davanti a Qianlong, il fallimento della missione segna la fine di quell'ammirazione.

Altrove l'Asia si chiude o va conquistata con pazienza. In Giappone il medico svedese Carl Peter Thunberg, addetto allo scalo olandese nel 1775-1776, erborizza e dialoga con i dotti giapponesi che hanno appena tradotto, nel 1774, un trattato europeo di anatomia: il sapere passa per pochi interpreti e una manciata di libri. A nord, la Russia manda naturalisti attraverso la Siberia fino alla Kamčatka. In Tibet il gesuita pistoiese Ippolito Desideri vive a Lhasa dal 1716 al 1721; nel 1774 lo scozzese George Bogle è inviato dalla Compagnia inglese delle Indie presso il Panchen Lama.

Questa sezione riunisce le nostre edizioni e un repertorio di testi affini, per guardare l'Asia del Settecento da più punti insieme: da Seul e da Pechino, dagli scali e dalle missioni, dai valichi dell'Himalaya.

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