Grande Nord

Racconti di viaggio nel Grande Nord e nell'Artico

Verso il 325 a.C. il greco Pitea di Massalia naviga oltre la Britannia e riferisce dell'esistenza di Thule, una terra dove d'estate il sole non tramonta e il mare sembra rapprendersi. Nessuno gli crede, e per secoli il Grande Nord resta un bordo del mondo popolato di dicerie: grifoni, popoli favolosi, gorghi che inghiottono le navi. Le prime testimonianze precise vengono da chi ci vive. Verso l'890 il norvegese Ottar racconta al re Alfredo il Grande il suo viaggio oltre Capo Nord fino al mar Bianco e descrive i Sami, cacciatori e allevatori di renne.

I marinai scandinavi vanno più lontano. Partiti dalla Norvegia, popolano l'Islanda alla fine del IX secolo; Erik il Rosso si stabilisce in Groenlandia verso il 985 e suo figlio Leif raggiunge intorno all'anno Mille terre più a ovest, che la tradizione islandese chiama Helluland, Markland e Vinland. Il sito di L'Anse aux Meadows, a Terranova, ha confermato il loro passaggio. Nel Cinquecento l'arcivescovo svedese in esilio Olao Magno pubblica a Venezia una grande carta dei paesi nordici, la Carta marina (1539), e poi a Roma una storia dei popoli del Nord (1555) in cui l'osservazione convive ancora con i mostri marini.

L'età moderna fa del Nord una rotta e un laboratorio. Inglesi e olandesi vi cercano un passaggio verso la Cina: Willem Barents sverna nel 1596-1597 sulla Novaja Zemlja, in una casa di legno di cui un compagno tiene la cronaca giorno per giorno; Martin Frobisher, Henry Hudson e molti altri si ostinano sul passaggio a nord-ovest. Gli scienziati seguono. Linneo erborizza fra i Sami nel 1732, e Maupertuis misura nel 1736-1737, nella valle del Torne, lo schiacciamento della Terra. Per la Russia, la grande spedizione del Nord di Vitus Bering cartografa la Siberia e tocca l'Alaska nel 1741, dove il naturalista Georg Wilhelm Steller descrive animali che nessuno aveva mai visto.

Nell'Ottocento il Grande Nord diventa teatro di una rivalità fra nazioni e di un'epopea. La spedizione di John Franklin scompare senza superstiti dopo il 1845, e le ricerche lanciate per ritrovarla disegnano la carta dell'arcipelago artico canadese. Adolf Erik Nordenskiöld attraversa finalmente il passaggio a nord-est nel 1878-1879; Fridtjof Nansen lascia che la sua nave, la Fram, derivi con la banchisa dal 1893 al 1896. Dal meraviglioso antico al diario scientifico, questi racconti del Nord narrano anche un apprendistato: come sopravvivere, vestirsi e nutrirsi, e quanto i viaggiatori abbiano dovuto imparare dai popoli artici.

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