I nostri titoli su questo tema
Da leggere anche: racconti e opere sullo stesso tema
Racconti e opere intorno a questo tema, in ordine cronologico, per collocare i nostri titoli. Ognuno rimanda a un'edizione libera online quando esiste, o alla nostra scheda quando l'opera fa parte del nostro catalogo.
-
Richard Walter, A Voyage Round the World by George Anson (1748)
Trent'anni dopo, la squadra del commodoro Anson rifà quasi la rotta della Duke. Partita nel 1740, decimata dallo scorbuto al passaggio di Capo Horn, si rimette a Juan Fernández, dove i marinai trovano capre con le orecchie tagliate che ricollegano a Selkirk. Saccheggia Paita, attende invano il galeone al largo del Messico, poi si impadronisce nel 1743 della Covadonga presso le Filippine. Il racconto, pubblicato nel 1748 a nome del cappellano Richard Walter, diventa un grande successo editoriale. Mostra ciò che la guerra navale ha fatto del modello corsaro di Rogers. Vedi A Voyage Round the World di George Anson.
Leggere un'edizione libera → -
Jean de Surville, Journal du voyage du Saint-Jean-Baptiste (1769-1770)
Nel dicembre 1769, anche una nave mercantile francese cercava una terra nel Pacifico e costeggiava la costa settentrionale della Nuova Zelanda. Cook e de Surville passarono a poche decine di leghe l'uno dall'altro, nella stessa tempesta, senza mai vedersi. Il giornale del francese, a lungo dimenticato, racconta l'altro volto di quell'istante: un equipaggio consumato dallo scorbuto, uno scalo teso con i Maori, un ostaggio condotto via con la forza. Leggere queste pagine accanto al giornale di Cook significa cogliere quanto la scoperta dipendesse dal caso delle rotte e dei venti.
-
Louis-Antoine de Bougainville, Voyage autour du monde par la frégate du roi La Boudeuse et la flûte L'Étoile (1771)
Partito nel 1766 per consegnare agli spagnoli lo stabilimento francese delle Malvine, Bougainville attraversa lo stretto di Magellano, traversa il Pacifico per Tahiti, le Samoa, le Nuove Ebridi e le Salomone, poi raggiunge le Molucche e Batavia prima di rientrare per l'oceano Indiano. È il primo giro del mondo ufficiale della marina francese. Il suo racconto, uscito nel 1771, alimenta il dibattito dei filosofi sul buon selvaggio. Il confronto con Rogers è eloquente: gli stessi mari, le stesse tappe olandesi, ma un viaggio di Stato, di scienziati e di osservazione, mentre Rogers comandava un'impresa di prede. Vedi Voyage autour du monde par la frégate du roi La Boudeuse et la flûte L'Étoile.
Leggere un'edizione libera → -
Louis-Antoine de Bougainville, Voyage autour du monde (1771)
Sei anni prima che Cook approdasse a Tahiti, il francese Bougainville vi aveva piantato il proprio vessillo e ribattezzato l'isola Nuova Citera. Il suo racconto, pubblicato nel 1771, inventa per l'Europa il mito del paradiso oceanico: isole profumate, accoglienza delle donne, uomini liberi e felici. Laddove Cook osserva, conta e dubita, Bougainville si infiamma e sogna. Leggere i due testi fianco a fianco significa vedere nascere sotto i propri occhi due modi opposti di raccontare il Pacifico, l'uno dotto e prudente, l'altro lirico, e capire perché Tahiti sia entrata così in fretta nell'immaginario dei filosofi dell'Illuminismo.
-
Julien Crozet, Nouveau voyage à la mer du Sud (1771-1772)
Marion du Fresne lascia l'Île de France nel 1771, avvista nella foschia le due isole che Cook battezzerà del Principe Edoardo, poi raggiunge la Nuova Zelanda dove viene ucciso con ventisei dei suoi uomini nella baia des Îles, nel giugno 1772. Crozet, il suo secondo, riporta indietro le navi e pubblica il racconto. Tutto ciò che tormenta lo scalo di Cook allo stretto della Regina Carlotta è lì, visto dall'altra sponda: la fiducia, la rottura che non si comprende, la vendetta, e la domanda che Cook si pone a voce alta davanti a Kahoora.
-
Pierre Sonnerat, Voyage à la Nouvelle-Guinée (1771-1772)
Naturalista e disegnatore, Sonnerat percorre nel 1771 e nel 1772 le isole del mare delle Indie e le coste della Nuova Guinea, erborizzando, schizzando uccelli e costumi, mescolando alle sue osservazioni la sua parte di favole. Contemporaneo esatto delle isole degli Amici di Cook, mostra un altro Pacifico, più occidentale, dove l'Europa comincia appena a distinguere il vero dal meraviglioso. Leggendolo, si misura ciò che il metodo di Anderson, sobrio e verificato, apporta di nuovo allo sguardo su questi mari.
-
Marc-Joseph Marion du Fresne, Relation du voyage (1772)
Due anni dopo Cook, un altro navigatore francese gettò l'ancora nella baia delle Isole, proprio quelle coste che l'Endeavour aveva appena costeggiato. Lo scalo, dapprima cordiale, si concluse nel sangue: Marion du Fresne e parte dei suoi uomini furono uccisi dai Maori che credevano amici. Il resoconto di questo viaggio illumina di una luce cruda ciò che il giornale di Cook lascia intuire: la fragilità dei primi contatti, dove un malinteso bastava a far precipitare l'ospitalità nella guerra.
-
John Hawkesworth, Relation des voyages entrepris pour faire des découvertes dans l'hémisphère méridional (1773)
Due anni prima dell'Endeavour, un'altra nave inglese, il Dolphin, aveva toccato Tahiti e ne aveva riportato la notizia che decise lo scalo di Cook. La grande compilazione di Hawkesworth, uscita nel 1773, raccoglie queste spedizioni di Byron, Wallis e Carteret nel Pacifico. Vi si legge la scoperta di Tahiti così come la Royal Navy la conobbe per prima, quel Dolphin di cui il giornale di Cook conserva ovunque il ricordo. È l'antefatto dei mari del Sud, appena prima che l'Endeavour ne facesse il giro.
-
Sydney Parkinson, A Journal of a Voyage to the South Seas (1773)
Disegnatore del primo viaggio di Cook, morto in mare prima del ritorno, Parkinson ha lasciato un diario pubblicato nel 1773 dalla sua famiglia. Vi si segue l'Endeavour lungo le stesse coste neozelandesi e australiane che Cook aveva appena rivelato. Il tono è quello di un giovane meravigliato e scrupoloso, che annota le parole delle lingue incontrate e schizza piante e volti. È il primo sguardo europeo prolungato su queste coste, quello che ha preparato il terreno al secondo viaggio qui raccontato.
-
John Ledyard, Journal du dernier voyage du capitaine Cook (1776-1780)
Un caporale americano dei soldati di marina si trovava a Kealakekua quella mattina. Tornato a casa, Ledyard pubblicò a Hartford, nel 1783, un racconto del viaggio che precedette di oltre un anno l'edizione ufficiale e narrò la morte di Cook senza passare per l'Ammiragliato. Il tono è libero, talvolta preso in prestito da altri, e il giudizio severo sulla condotta degli ufficiali. È il primo contrappunto al testo che si è appena letto: due uomini, la stessa spiaggia, lo stesso quarto d'ora, e due versioni il cui confronto ha occupato gli storici da allora.
-
Georg Forster, Voyage autour du monde (1777)
Imbarcato a diciassette anni sulla Resolution al fianco del padre, il giovane Forster ha vissuto esattamente le stesse scene raccontate da Cook, ma ne offre una versione del tutto diversa: sensibile, colorita, attenta alle persone più che ai rilevamenti. Pubblicato nel 1777, lo stesso anno del racconto ufficiale, il suo libro è il controcampo intimo del nostro. Vi si ritrovano le Isole degli Amici, il cannibalismo maori, l'isola di Pasqua, ma visti da un adolescente colto che diventerà uno dei grandi prosatori tedeschi. Il doppio sguardo, quello del capitano e quello del passeggero, illumina l'intero viaggio.
-
Jean-François de La Pérouse, Voyage autour du monde (1785-1788)
Dieci anni dopo Cook, La Pérouse attraversa le stesse acque, fa scalo alle vicine isole dei Navigatori, e vi perde il suo secondo in un agguato che risponde, come un'eco sinistra, a tutte le fastose amicizie di questo tomo. Il suo racconto, salvato dal naufragio finale da copie spedite in tempo, mostra il rovescio della medaglia polinesiana: lo stesso mare, gli stessi capi magnifici, e la violenza che Cook ha sfiorato senza sempre vederla arrivare.
-
William Bligh, A Voyage to the South Sea (1787-1789)
Bligh imparò il mestiere di navigatore alla scuola di Cook, di cui fu l'ufficiale di rotta durante il terzo viaggio. Nel 1788, torna a Matavai in cerca di alberi del pane e vi trascorre cinque mesi. Ciò che Cook aveva solo intravisto, la lenta corrosione degli equipaggi ad opera della dolcezza delle isole, qui esplode in ammutinamento. Lo stesso ancoraggio, lo stesso capo Otoo divenuto più potente, lo stesso metodo nautico, e una catastrofe umana che Cook aveva temuto senza mai subirla.
-
James Morrison, Journal de bord de la Bounty et Mémoire sur Tahiti (1789-1792)
Il nostromo della Bounty, rimasto a Tahiti dopo l'ammutinamento del 1789, vi vive quasi due anni prima di essere catturato, condannato, poi graziato. Il suo memoriale, scritto in prigione, è la descrizione più dettagliata che si abbia della società tahitiana prima della sua conversione: gli arioi, i morai, il maro reale, le guerre di distretto, tutto ciò che Cook intravedeva solo da visitatore. Illumina dall'interno i capitoli di Anderson, dodici anni dopo, sulle stesse isole.
-
William Bligh, Relation de l'enlèvement du navire le Bounty (1790)
Diciotto anni dopo l'Endeavour, cacciato dalla propria nave dall'ammutinamento, il tenente Bligh compie su una semplice scialuppa una delle più straordinarie traversate della storia del mare. La sua rotta ricalca quasi esattamente quella di Cook: lo stretto che separa la Nuova Olanda dalla Nuova Guinea, poi Timor, dove anch'egli arriva esausto e affamato. Antico allievo di Cook, di cui era stato il maestro nell'ultimo viaggio, Bligh applica per sopravvivere gli insegnamenti del suo maestro. Due racconti dello stesso mare disseminato di scogli, a pochi anni di distanza.
-
James Wilson, A Missionary Voyage to the Southern Pacific Ocean, Performed in the Years 1796, 1797, 1798, in the Ship Duff (1796-1798)
Cinque anni dopo il Providence, il Duff, noleggiato dalla London Missionary Society e comandato da James Wilson, getta l'ancora a Matavai il 5 marzo 1797. Vi sbarca i primi missionari protestanti di Tahiti, accolti dalla stessa famiglia frequentata da Bligh: Tynah, divenuto Pomare, e suo figlio Otoo. Il racconto, pubblicato nel 1799, descrive i marae, le cerimonie e la vita di Matavai con occhi di pastori. Vi si ritrovano i luoghi e i personaggi del giornale di Bligh, alla soglia di uno sconvolgimento che questi non poteva prevedere: la conversione dell'isola.
-
Jean-François de Lapérouse, Voyage autour du monde (1797)
Quindici anni dopo Cook, anche la Francia invia due navi a esplorare il Pacifico. Lapérouse segue in parte le rotte dell'Endeavour, saluta ovunque la memoria del grande marinaio inglese, poi scompare con tutto l'equipaggio a Vanikoro. Il suo giornale, salvato e pubblicato nel 1797, chiude l'epoca eroica delle scoperte oceaniche così come il giornale di Cook l'aveva aperta. Il lettore vi ritrova le stesse isole, già mutate dal passaggio degli europei, e quell'ossessione illuminista di cartografare ogni cosa prima di morire.