Per paese

Primi europei in Giappone: la scoperta europea nei racconti dei testimoni

Per l'Europa medievale il Giappone è soltanto un nome: il Cipangu che Marco Polo descrive verso il 1298 senza averlo visto, un'isola coperta d'oro che Cristoforo Colombo crede di raggiungere nel 1492. I primi europei a metterci piede sono mercanti portoghesi, portati verso il 1543 sull'isola di Tanegashima da una giunca cinese. Vi lasciano archibugi che i fabbri giapponesi copiano in pochi anni.

Nel 1549 il gesuita Francesco Saverio sbarca a Kagoshima. I missionari scoprono un paese diviso in signorie rivali, dove la nuova fede è accolta quanto il commercio con Macao. Luís Fróis, arrivato nel 1563, annota per più di trent'anni tutto ciò che vede e nel 1585 compone un trattato dei contrasti in cui i giapponesi fanno quasi tutto al contrario degli europei. Alessandro Valignano manda nel 1582 quattro giovani cristiani giapponesi fino a Roma, dove il papa li riceve nel 1585: per una volta sono dei giapponesi a scoprire l'Europa.

Il vento cambia presto. Ventisei cristiani vengono crocifissi a Nagasaki nel 1597. L'inglese William Adams, pilota di una nave olandese naufragata nel 1600, diventa consigliere di Tokugawa Ieyasu e finisce i suoi giorni da samurai. Lo shogunato proibisce il cristianesimo nel 1614, caccia i portoghesi nel 1639 e confina gli olandesi a Dejima, isolotto artificiale nel porto di Nagasaki, da cui escono una volta l'anno per rendere omaggio allo shogun a Edo. Per più di due secoli quasi tutto ciò che l'Europa sa del Giappone viene dai medici di questa factoria: Engelbert Kaempfer alla fine del Seicento, lo svedese Carl Peter Thunberg nel 1775-1776, Philipp Franz von Siebold negli anni Venti dell'Ottocento, espulso per aver portato via carte proibite.

I giapponesi, dal canto loro, osservano questi stranieri che chiamano "barbari del sud", nanban, e dipingono su paraventi le loro grandi caracche nere, le brache a sbuffo e i loro cani. Più tardi gli "studi olandesi" traducono trattati di anatomia, medicina e astronomia, e preparano in silenzio l'apertura del paese.

L'apertura arriva con la forza: le "navi nere" del commodoro Perry entrano nella baia di Edo nel 1853 e l'anno seguente si firma un trattato. Dopo la restaurazione Meiji, nel 1868, si susseguono diplomatici, studiosi, fotografi e viaggiatori. Isabella Bird percorre nel 1878 le strade del nord fino al paese degli ainu, e Lafcadio Hearn, arrivato nel 1890, diventa cittadino giapponese.

Questa sezione riunisce le nostre edizioni di racconti di testimoni e un repertorio di altri racconti antichi sul Giappone.

I nostri titoli su questo tema

Da leggere anche: racconti e opere sullo stesso tema

Racconti e opere intorno a questo tema, in ordine cronologico, per collocare i nostri titoli. Ognuno rimanda a un'edizione libera online quando esiste, o alla nostra scheda quando l'opera fa parte del nostro catalogo.