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Storia del Bangladesh: il Bengala nei racconti dei primi viaggiatori

L'odierno Bangladesh occupa la metà orientale del Bengala, l'immenso delta formato dal Gange, dal Brahmaputra e dalla Meghna. I geografi antichi ne avevano notizia per sentito dire: verso il 300 avanti Cristo Megastene parla dei Gangaridi, e nel I secolo il Periplo del mare Eritreo loda già le mussoline più fini imbarcate alle foci del Gange. Intorno al 638 il pellegrino cinese Xuanzang raggiunge Pundravardhana, l'attuale Mahasthangarh, e il regno di Samatata, e ne descrive i monasteri buddhisti e le risaie.

Nel 1346 Ibn Battuta sbarca a Chittagong, risale fino a Sylhet per incontrare il santo Shah Jalal e scende poi il fiume fino a Sonargaon. Il riso vi è così abbondante e a buon mercato che chiama il paese «un inferno pieno di beni». All'inizio del Quattrocento vi fanno scalo le ambascerie cinesi delle flotte di Zheng He; l'interprete Ma Huan annota che vi si scrive in bengali e si paga in conchiglie di ciprea. Il veneziano Niccolò de' Conti risale il Gange negli anni Venti del Quattrocento.

I portoghesi arrivano nel 1518 con João da Silveira. Chiamano Chittagong «Porto Grande» e, insieme ad avventurieri giunti da Goa, vi fondano insediamenti meticci e covi di pirati al servizio, di volta in volta, del re di Arakan e dei sultani. Il mercante veneziano Cesare Federici descrive Chittagong nel 1567, l'inglese Ralph Fitch le tele di Sonargaon nel 1586, e l'agostiniano Sebastião Manrique attraversa il delta tra il 1629 e il 1640.

Nel 1610 i Moghul fanno di Dacca la capitale del Bengala. Un loro ufficiale, Mirza Nathan, racconta in persiano quelle campagne nel Baharistan-i-Ghaybi, e il cronista Shihabuddin Talish narra la presa di Chittagong nel 1666, l'anno in cui il gioielliere Jean-Baptiste Tavernier passa per Dacca. Il delta diventa la più grande bottega tessile del mondo, e le compagnie olandese, inglese e francese vi si contendono mussoline, salnitro e seta.

Dopo il 1757 lo sguardo diventa quello dei topografi. James Rennell cartografa i fiumi del Bengala dal 1764 al 1777; Francis Buchanan-Hamilton compila all'inizio dell'Ottocento l'inventario di Rangpur e di Dinajpur; il vescovo Reginald Heber descrive nel 1824 una Dacca decaduta. Joseph Dalton Hooker attraversa Sylhet nel 1850, e presto il Bengala comincia a raccontarsi da sé, in una letteratura bengali in piena fioritura.

Questa sezione riunisce le nostre edizioni di racconti di testimoni e un repertorio di altri racconti antichi sul Bangladesh.

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