Per paese

Viaggio in Persia: l'Iran raccontato dai primi viaggiatori

Per l'Europa l'Iran si è chiamato a lungo Persia: il regno di Ciro e di Dario in Erodoto, l'avversario di Roma, poi l'impero dei Sasanidi. Eppure i primi testimoni che lo descrivono da vicino non sono europei. Nel X secolo i geografi di lingua araba Istakhri e Ibn Hawqal ne descrivono province, strade e città. Verso il 1272 Marco Polo attraversa Kerman e raggiunge Hormuz sulla via della Cina; nel 1327 Ibn Battuta visita Isfahan e Shiraz.

Nel Quattrocento la Persia diventa una carta diplomatica contro gli Ottomani. Il castigliano Ruy González de Clavijo la attraversa nel 1403 per raggiungere Tamerlano a Samarcanda; i veneziani Giosafat Barbaro e Ambrogio Contarini sono inviati verso il 1474 presso Uzun Hasan, signore di Tabriz. Nel 1515 i Portoghesi si impadroniscono di Hormuz, che tengono fino al 1622.

Il grande secolo dei viaggiatori è quello dei Safavidi, e anzitutto di scià Abbas I (1588-1629), che fa di Isfahan la sua capitale. I fratelli inglesi Anthony e Robert Sherley vi arrivano nel 1598; il romano Pietro della Valle vi soggiorna dal 1617 al 1623 e ne scrive nelle sue lettere; il tedesco Adam Olearius segue nel 1637 l'ambasceria del duca di Holstein. Negli anni Sessanta e Settanta del Seicento i mercanti di gioielli Jean-Baptiste Tavernier e Jean Chardin lasciano le descrizioni più complete di Isfahan, dei suoi bazar, della sua corte e delle rovine di Persepoli, di cui Engelbert Kaempfer copia le iscrizioni nel 1685. Carmelitani, cappuccini e gesuiti aprono case a Isfahan e a Shiraz.

Questi viaggiatori ammirano la piazza reale, i caravanserragli, i giardini, la poesia di Hafez e di Saadi; credono di vedere anche un dispotismo orientale che Montesquieu, nutrito dei loro libri, mette in scena nelle Lettere persiane nel 1721. La presa di Isfahan da parte degli Afghani, nel 1722, chiude quell'epoca.

Nell'Ottocento la Persia dei Qajar è contesa fra Russia e Gran Bretagna. Diplomatici, ufficiali e archeologi si succedono: Henry Rawlinson decifra l'iscrizione di Behistun negli anni Trenta e Quaranta, il pittore Eugène Flandin e l'architetto Pascal Coste disegnano i monumenti nel 1840 e 1841, Jane e Marcel Dieulafoy scavano Susa dal 1884 al 1886. Anche lo sguardo si rovescia: nel 1873 Naser al-Din Scià pubblica il diario del suo viaggio in Europa, il primo di un sovrano persiano.

Questa sezione riunisce le nostre edizioni di racconti di testimoni e un repertorio di altri racconti antichi sull'Iran.

I nostri titoli su questo tema

Da leggere anche: racconti e opere sullo stesso tema

Racconti e opere intorno a questo tema, in ordine cronologico, per collocare i nostri titoli. Ognuno rimanda a un'edizione libera online quando esiste, o alla nostra scheda quando l'opera fa parte del nostro catalogo.