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Viaggio in Palestina: la Palestina ottomana e più antica vista dai viaggiatori

L'attuale territorio palestinese, la Cisgiordania con Gerusalemme Est e la Striscia di Gaza, è al cuore di ciò che i viaggiatori chiamavano Terra Santa. Betlemme, Hebron, Gerico, Nablus e Gaza compaiono nei più antichi itinerari di pellegrini. Gerusalemme, luogo condiviso e rivendicato, riguarda oggi insieme la Palestina e Israele, e i racconti che la descrivono appartengono a entrambe le storie.

Già nel IV secolo l'imperatrice Elena fece erigere la basilica della Natività a Betlemme, e san Girolamo vi si stabilì nel 386 per tradurre la Bibbia. I pellegrini descrissero a Hebron la tomba dei Patriarchi, venerata da ebrei, cristiani e musulmani, il pozzo di Giacobbe presso Nablus e la comunità samaritana del monte Garizim, una delle più antiche del mondo. Gaza, sbocco della via dell'incenso e tappa verso l'Egitto, attirò i geografi arabi: verso il 985 al-Muqaddasi, nativo di Gerusalemme, tracciò un ritratto preciso della sua provincia, delle sue città, dei suoi prodotti e dei suoi abitanti.

Per i viaggiatori musulmani la regione è la terra della moschea al-Aqsa e della Cupola della Roccia, terzo luogo santo dell'islam. Ibn Battuta vi passò nel 1326, e il mistico damasceno Abd al-Ghani al-Nabulsi ne descrisse i santuari nel 1690. I pellegrini cristiani d'Occidente, guidati dai francescani dal Trecento, seguivano un circuito immutabile: Gerusalemme, Betlemme, il Giordano e Gerico, con guide, scorte e pedaggi.

Nell'Ottocento la Palestina ottomana divenne una delle province meglio descritte dell'Impero. Volney l'aveva osservata negli anni Ottanta del Settecento; Chateaubriand vi passò nel 1806, Lamartine nel 1832, Matilde Serao vi compì il suo viaggio nel 1893. Fotografi e pittori orientalisti fissarono i villaggi, i costumi e i mercati di Nablus e di Hebron. Questi racconti informano sui contadini, le feste e i mestieri, e anche su uno sguardo europeo che spesso cercava la Bibbia più che gli abitanti. Anche gli abitanti scrissero: cronache, diari e memorie di letterati di Gerusalemme e di Nablus raccontano dall'interno la fine dell'epoca ottomana.

Questa sezione riunisce le nostre edizioni di racconti di testimoni e un repertorio di altri racconti antichi sulla Palestina.

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