Per paese

Viaggio in Italia: il Grand Tour raccontato dai viaggiatori stranieri

L'Italia non è stata scoperta: è stata visitata senza sosta da quando Roma è diventata il centro del mondo latino. I primi testimoni sono pellegrini. Verso il 990 Sigerico, arcivescovo di Canterbury, annota le tappe del suo ritorno da Roma, che disegnano la Via Francigena; verso il 1154 l'abate islandese Nikulás di Þverá descrive la stessa strada. Nel XII secolo i Mirabilia Urbis Romae guidano i pellegrini tra le rovine, e il giubileo del 1300 richiama folle immense.

Il Rinascimento cambia lo sguardo. Dal 1494 le guerre d'Italia portano oltre le Alpi eserciti interi, che tornano a casa abbagliati da città, palazzi e giardini. Mercanti e artisti del Nord scendono a imparare a Venezia e a Roma. Il poeta francese Joachim du Bellay, a Roma dal 1553 al 1557, vi scrive i Regrets; Montaigne attraversa la penisola nel 1580 e nel 1581 e tiene un diario che sarà stampato solo nel 1774.

L'espressione Grand Tour compare nel 1670 in The Voyage of Italy del sacerdote inglese Richard Lassels. Per un secolo e mezzo i giovani di buona famiglia inglesi, francesi e tedeschi scendono con un precettore fino a Roma e Napoli. Joseph Addison pubblica le sue Remarks nel 1705; Charles de Brosses scrive le sue lettere nel 1739 e nel 1740; Winckelmann si stabilisce a Roma nel 1755. Gli scavi di Ercolano (1738) e di Pompei (1748) aggiungono l'antichità riemersa dalla terra, e il Vesuvio la natura in collera. Goethe resta in Italia dal 1786 al 1788.

Questi viaggiatori vedono rovine, quadri, il carnevale di Venezia, una luce; credono di vedere anche un popolo ozioso, briganti e frati. L'Italia risponde: nel 1768 il piemontese Giuseppe Baretti pubblica a Londra un ritratto dei costumi italiani per confutare le Letters from Italy di Samuel Sharp. Alla fine del secolo Vittorio Alfieri e poi Ugo Foscolo rovesciano il viaggio e guardano l'Italia dall'esilio.

L'Ottocento eredita il sogno. Madame de Staël pubblica Corinne ou l'Italie nel 1807, Stendhal Roma, Napoli e Firenze nel 1817; Byron e Shelley vi trovano esilio. Le guide di John Murray, dal 1842, e poi quelle di Baedeker aprono la strada ai turisti, che la ferrovia porta presto ovunque. John Ruskin scrive The Stones of Venice tra il 1851 e il 1853, mentre il Risorgimento fa della penisola un regno, proclamato nel 1861.

Questo dossier riunisce le nostre edizioni di racconti di testimoni e un repertorio di altri racconti antichi sull'Italia.

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