Viaggio nelle Indie Orientali
Edizione italiana modernizzata e illustrata di Discours du voyage des François aux Indes orientales di François Pyrard de Laval (1601-1611).
Naufrago alle Maldive, prigioniero cinque anni: il primo francese a raccontare l'Oceano Indiano.
Leggi tutto ↓- 256 pagine
- Brossura
- Italiano
- XVII secolo
Paesi attraversati: Maldive · India · Brasile · Indonesia · Iran · Guinea Equatoriale · Sant’Elena · Sudafrica · Madagascar · Comore · Bangladesh · Sri Lanka · Malaysia · Spagna
Presentazione
Saint-Malo, 18 maggio 1601. Un giovane di Laval si imbarca sul Corbin alla volta delle Indie orientali. Ne tornerà dieci anni dopo, dopo aver quasi compiuto il giro del mondo ed essere sopravvissuto a tutto. Il naufragio lo getta dapprima sulle scogliere delle Maldive, dove resterà cinque anni prigioniero di un re insulare, imparando la lingua e osservando la corte, la giustizia e i costumi di un arcipelago di dodicimila isole.
Poi tutto si concatena: l'invasione venuta dal Bengala che gli rende la libertà, i re nair del Malabar e le loro caste guerriere, l'arresto a Cochin e la prigione, la torre dei ferri, la dorata Goa e le sue segrete, le isole delle spezie delle Molucche, infine il lungo ritorno per il Capo di Buona Speranza, il Brasile e la Galizia. Da questi dieci anni di prove, sballottato di carcere in carcere e di naufragio in prigionia, François Pyrard riporta ben più di un racconto d'avventure.
È la prima descrizione francese dell'Oceano Indiano vista dall'interno, un'enciclopedia sensibile di uomini, bestie e alberi. Pyrard descrive la religione e la giustizia delle Maldive, il ritmo dei monsoni che apre e chiude i mari, le monete di conchiglie e i larin d'argento, la palma da cocco che nutre, veste, ripara e disseta, le navi cucite con fibre senza un solo chiodo di ferro. Si sofferma sulle spezie, sugli elefanti da guerra e sugli alberi prodigiosi del continente indiano. Pyrard non è né il conquistatore né il mercante: è il naufrago, il prigioniero, colui che guarda questo mondo dal basso, mescolato ai popoli da cui dipende per sopravvivere. Da qui viene la curiosità paziente, quasi priva di disprezzo, che lo rende ancora oggi sorprendentemente vicino.
Primo francese a raccontare questo mondo dall'interno, Pyrard firma una delle testimonianze più impressionanti dell'età delle grandi traversate, a metà strada tra il giornale di bordo, l'inchiesta etnografica e il racconto di sopravvivenza.
Una riscrittura integrale in italiano moderno per il lettore di oggi, che rende finalmente leggibile questo racconto di naufragio e prigionia senza tradire nulla del viaggio. Venti illustrazioni originali e otto mappe del viaggio permettono di vedere l'itinerario, mentre un apparato di riferimenti (glossario dei termini d'epoca, cronologia, indice dei personaggi e postfazione) e brani scelti del testo originale illuminano la lettura.
Caratteristiche
- Editore
- Itinerarium Éditions
- Collana
- Indie Orientali
- L'autore
- François Pyrard de Laval
- Epoca del viaggio
- 1601-1611
- Edizione moderna a cura di
- Thierry Ruolz
- Lingua
- Italiano
- Formato
- Brossura, 15,2 × 22,9 cm
- Pagine
- 256
- ISBN
- 979-10-985559-9-2
L'autore
Il viaggio in mappa
Nello stesso luogo, attraverso i secoli
-
Jean-Baptiste Tavernier, Les Six Voyages (1676)
Mezzo secolo dopo Pyrard, il mercante di gemme Tavernier percorre l'India dei diamanti e delle corti principesche.
-
François Bernier, Voyage dans les États du Grand Mogol (1670-1671)
Medico e filosofo, Bernier vive quasi dodici anni nell'India del Seicento e la racconta con l'occhio di uno studioso.
-
Robert Knox, Relation de l'île de Ceylan (1681)
Marinaio inglese tenuto prigioniero per quasi vent'anni a Ceylon, vicinissimo alle Maldive, Knox scrive nel secolo seguente un racconto di prigionia che fa stranamente eco a quello di Pyrard: lo stesso apprendimento forzato di…
-
Le Gentil de la Galaisière, Voyage dans les mers de l'Inde (1779-1781)
Astronomo inviato a osservare il transito di Venere nel Settecento, Le Gentil fallisce nei suoi calcoli ma compie, per caso, una lunga traversata di quegli stessi paraggi che Pyrard aveva conosciuto due secoli prima.






