Biografia
François Pyrard de Laval (c. 1578 - c. 1623) è un viaggiatore francese che trascorse dieci anni nell'Oceano Indiano, cinque dei quali trattenuto alle Maldive dopo un naufragio. Ne riportò il primo racconto francese che descrive dall'interno le società e i commerci dell'Asia marittima. Il suo libro, uscito a Parigi nel 1611, resta la fonte più dettagliata di cui si disponga sulle Maldive dell'inizio del Seicento.
Era originario di Laval, nel Maine, e cugino del teologo Pierre Pyrard. Della sua giovinezza si sa poco. Il 18 maggio 1601 lascia Saint-Malo a bordo del Corbin, una delle due navi armate da una compagnia di mercanti di Saint-Malo, Laval e Vitré per tentare la rotta delle Indie orientali, impresa pionieristica e mal preparata in un'epoca in cui la Francia non aveva ancora alcuna presenza in Asia. La spedizione si mette male già durante la traversata dell'Oceano Indiano.
Il 2 luglio 1602 il Corbin si infrange su una scogliera dell'atollo di Baa, alle Maldive. I pochi sopravvissuti sono trattenuti dagli abitanti e vivono cinque anni nell'arcipelago, per lo più a Malé, la capitale, in condizioni che Pyrard descrive come mutevoli, tra indifferenza e maltrattamenti; parecchi muoiono di febbri. Egli stesso impara il dhivehi, la lingua locale, il che gli apre l'accesso alla corte, agli usi e alla storia del sultanato, fino ad allora ignoti agli europei. Nel febbraio 1607, approfittando del disordine causato da un'incursione bengalese su Malé, fugge in barca. Seguono quattro anni di peregrinazioni, in Bengala, sulla costa del Malabar, a Calicut, Cochin e Goa, capitale dell'India portoghese, dove è impiegato all'ospedale e poi arruolato, prima di un ritorno per il Brasile. Sbarca a La Rochelle il 5 febbraio 1611.
Il racconto esce lo stesso anno con il titolo Discours du voyage des François aux Indes Orientales. Pyrard non era un letterato e fu aiutato nella stesura, in particolare dal giurista Pierre Bergeron. Seguono due edizioni ampliate, nel 1615 e nel 1619, quest'ultima base delle traduzioni successive; un'altra edizione esce ancora nel 1679. Il testo descrive monete e pesi, pesca e navigazione maldiviane, il commercio dei cauri, la fabbricazione dei tessuti, ma anche il funzionamento dell'impero portoghese d'Asia osservato da vicino, i suoi ospedali, le sue guarnigioni e la sua corruzione.
L'opera fu tradotta in portoghese nell'Ottocento, poi in inglese per la Hakluyt Society da Albert Gray, assistito da Harry Charles Purvis Bell, in tre volumi usciti tra il 1887 e il 1890 sulla base dell'edizione del 1619. In francese, l'edizione annotata di Xavier de Castro e Geneviève Bouchon, pubblicata da Chandeigne, ha rinnovato la lettura del testo. Gli storici delle Maldive, privi di documenti autoctoni antichi, si appoggiano a Pyrard per l'organizzazione del sultanato e la vita materiale delle isole; quelli dell'espansione portoghese lo leggono per il suo sguardo di straniero su Goa. Non si sa che cosa ne sia stato dopo il 1611, e nemmeno la data esatta della sua morte.
I suoi libri da Itinerarium
