Per paese

La scoperta della Nuova Zelanda nei racconti dei primi viaggiatori

La Nuova Zelanda è l'ultima grande terra abitabile raggiunta dagli esseri umani. Gli antenati dei maori vi arrivano dalla Polinesia orientale su canoe a doppio scafo verso la fine del Duecento. La tradizione conserva il nome di Kupe, il navigatore che per primo avrebbe avvistato Aotearoa, "la terra della lunga nuvola bianca". In poche generazioni i moa, grandi uccelli incapaci di volare, scompaiono sotto la caccia.

Il primo europeo a vedere queste coste è l'olandese Abel Tasman, mandato da Batavia dalla Compagnia delle Indie orientali alla ricerca di un continente australe. Il 13 dicembre 1642 avvista l'Isola del Sud. Pochi giorni dopo, in una baia a nord dell'isola, canoe maori attaccano una scialuppa e uccidono quattro marinai. Tasman chiama il luogo baia degli Assassini e riparte senza essere sbarcato. I cartografi olandesi battezzano poi quella costa appena intravista Nova Zeelandia.

Passano centoventisette anni prima che una nave europea ritorni. Nell'ottobre 1769 l'Endeavour approda sulla costa orientale, vicino all'attuale Gisborne. I primi incontri sono sanguinosi; poi il sacerdote e navigatore tahitiano Tupaia, che parla una lingua vicina al maori, rende possibile il dialogo. In sei mesi la spedizione compie il giro delle due isole e ne traccia una carta di sorprendente precisione. Nella stessa estate australe il francese Jean-François de Surville incrocia al largo del nord, e nel 1772 Marc-Joseph Marion du Fresne viene ucciso nella baia delle Isole.

Arrivano poi i cacciatori di foche, i balenieri e i mercanti di lino, che barattano moschetti: le guerre tra tribù diventano micidiali fino al 1840 circa. Il capo Hongi Hika va in Inghilterra nel 1820 e incontra re Giorgio IV. Il missionario Samuel Marsden celebra il suo primo servizio religioso il giorno di Natale del 1814. Dumont d'Urville rileva le coste nel 1824 e nel 1827, e Charles Darwin, di passaggio nel dicembre 1835 a bordo del Beagle, non ne conserva un bel ricordo. Il 6 febbraio 1840 viene firmato il trattato di Waitangi tra la Corona britannica e capi maori, in due versioni che non dicono esattamente la stessa cosa. I francesi sbarcano ad Akaroa pochi mesi dopo, troppo tardi per rivendicare l'Isola del Sud.

Questa sezione riunisce le nostre edizioni di racconti di testimoni e un repertorio di altri racconti antichi sulla Nuova Zelanda.

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