Per paese

Storia delle isole Samoa raccontata dai primi viaggiatori

Le isole Samoa furono popolate verso l'800 avanti Cristo dai navigatori della cultura Lapita, le cui ceramiche sono state ritrovate a Mulifanua, sull'isola di Upolu. I samoani vi costruirono una società di capi, i matai, e di grandi titoli contesi tra le famiglie; a Savai'i il tumulo di Pulemelei è il più grande monumento in pietra della Polinesia. La tradizione ricorda un dominio tongano, cacciato dai fratelli Tuna e Fata, da cui discenderebbe il titolo di Malietoa, e la regina Salamasina, che verso il Cinquecento riunì i quattro grandi titoli del paese.

Il primo europeo a vederle fu l'olandese Jacob Roggeveen, che costeggiò le isole Manu'a nel giugno 1722 senza sbarcare. Nel maggio 1768 Bougainville incrociò piroghe così veloci da chiamare l'arcipelago isole dei Navigatori, nome rimasto in uso per mezzo secolo. Nel dicembre 1787 La Pérouse gettò l'ancora a Tutuila: ad A'asu un rifornimento d'acqua finì in strage, e furono uccisi Fleuriot de Langle, il naturalista Lamanon e altri dieci uomini. Quel racconto fissò a lungo in Europa l'immagine di samoani temibili. Nel 1791 la fregata Pandora perlustrò le isole in cerca degli ammutinati del Bounty, e il russo Otto von Kotzebue vi passò nel 1824.

Balenieri, disertori e forzati evasi dal Nuovo Galles del Sud arrivarono prima dei missionari. Nell'agosto 1830 John Williams e Charles Barff, della London Missionary Society, sbarcarono a Sapapali'i, su Savai'i, con catechisti tahitiani, accolti dal capo Malietoa Vainu'upo. I missionari inglesi si stabilirono nel 1836, i maristi cattolici nel 1845. Nel 1839 la spedizione americana di Charles Wilkes rilevò la carta delle isole e il filologo Horatio Hale ne studiò la lingua. George Turner e George Pratt raccolsero miti, genealogie e vocaboli, e presto pastori samoani partirono a loro volta per evangelizzare altre isole.

Dal 1857 la ditta amburghese Godeffroy fece di Apia il centro del commercio della copra. Tedeschi, britannici e americani si contesero l'arcipelago sostenendo a turno Malietoa Laupepa, Tamasese e Mata'afa Iosefo. Nel marzo 1889 un ciclone distrusse o spinse a riva sei navi da guerra tedesche e americane nella rada di Apia. Lo stesso anno Robert Louis Stevenson si stabilì a Vailima, da dove scrisse la cronaca di quelle guerre; i samoani lo chiamavano Tusitala, il narratore di storie. Nel 1899 l'arcipelago fu spartito: Upolu e Savai'i alla Germania, Tutuila e Manu'a agli Stati Uniti. L'etnologo Augustin Krämer pubblicò nel 1902 la sua grande opera sulle Samoa. Occupata dalla Nuova Zelanda nel 1914 e scossa dal movimento Mau, la parte occidentale divenne nel 1962 il primo Stato indipendente della Polinesia.

Questa raccolta riunisce le nostre edizioni di racconti di testimoni e un repertorio di altri racconti antichi sulle Samoa.

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