Per epoca

Racconti di viaggio del Novecento

All'inizio del Novecento la carta del mondo non ha quasi più spazi bianchi, salvo ai poli, nel cuore dell'Arabia e sugli altipiani dell'Asia. Eppure il viaggio cambia ancora una volta natura: la Transiberiana collega Mosca al Pacifico, i transatlantici diventano palazzi galleggianti, l'automobile e l'aereo entrano in gara. Questa sezione si concentra soprattutto sulla prima metà del secolo e sugli autori scomparsi da più di settant'anni, le cui opere sono entrate nel pubblico dominio.

I poli aprono l'età eroica dell'esplorazione. Nel 1900 la spedizione del duca degli Abruzzi, con Umberto Cagni, si spinge più a nord di chiunque prima. L'americano Robert Peary afferma di aver raggiunto il polo Nord nel 1909, una pretesa ancora discussa. Il norvegese Roald Amundsen pianta la sua bandiera al polo Sud il 14 dicembre 1911; il britannico Robert Falcon Scott vi giunge cinque settimane dopo e muore al ritorno con i compagni, e il suo diario, ritrovato nella tenda, fa della sconfitta un'epopea. Dal 1914 al 1916 l'equipaggio di Ernest Shackleton sopravvive alla perdita dell'Endurance, stritolata dai ghiacci del mare di Weddell.

In Asia centrale gli studiosi succedono agli agenti del Grande Gioco. Lo svedese Sven Hedin cartografa il Tibet e il deserto del Taklamakan; nel 1907 e nel 1908 Aurel Stein e poi Paul Pelliot portano via dalle grotte di Dunhuang migliaia di manoscritti, cosa che la Cina rimprovera loro ancora oggi. In Arabia Gertrude Bell si spinge nel 1914 fino all'oasi di Hail; durante la guerra T. E. Lawrence accompagna la rivolta araba; nell'inverno 1930-1931 Bertram Thomas è il primo ad attraversare a dorso di cammello il Rub al-Khali, il Quarto vuoto.

L'Africa è ormai coloniale, e il viaggio vi assume altre forme. Nel 1924-1925 la Croisière noire della Citroën attraversa il continente con veicoli semicingolati, dall'Algeria al Madagascar, con un pittore e un cineasta a bordo. Alcuni scrittori mostrano ciò che l'amministrazione preferisce tacere: André Gide denuncia nel 1927 le compagnie concessionarie del Congo, Albert Londres il lavoro forzato nel 1929. Prima ancora, Isabelle Eberhardt, convertita all'islam, aveva percorso il Sud algerino in abiti da cavaliere fino alla morte, nel 1904. In cielo l'Aéropostale collega la Francia a Dakar e poi al Sudamerica, e Antoine de Saint-Exupéry trae dai voli sopra il Sahara e le Ande libri che cambiano lo sguardo sulla Terra. Per i più facoltosi il giro del mondo in crociera diventa uno svago.

Il pubblico non è mai stato così vasto. Le spedizioni si finanziano con la stampa, che compra l'esclusiva dei racconti, con le conferenze e presto con il cinema; la fotografia si impone come prova e il grande reportage diventa un genere. Ma l'etnografia nascente, che chiede di vivere a lungo tra coloro che si descrivono, come fa Bronisław Malinowski nelle isole Trobriand durante la prima guerra mondiale, mostra quanto poco veda il viaggio rapido. Molti di questi racconti portano lo sguardo dell'epoca coloniale; restano testimoni di un mondo in cui si poteva ancora dire di essere il primo.

Questa sezione riunisce le nostre edizioni di racconti della prima metà del Novecento e un repertorio di testi affini, per seguire il momento in cui l'esplorazione si conclude e comincia il viaggio moderno.

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XX secolo

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