I nostri titoli su questo tema
Da leggere anche: racconti e opere sullo stesso tema
Racconti e opere intorno a questo tema, in ordine cronologico, per collocare i nostri titoli. Ognuno rimanda a un'edizione libera online quando esiste, o alla nostra scheda quando l'opera fa parte del nostro catalogo.
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Crónica del Perú, Pedro de Cieza de León, 1553 (1553)
Il soldato cronista ha percorso le stesse strade di Lizárraga, una generazione prima. Ha visto Cajamarca dopo Atahualpa, Cuzco dopo Pizarro, Potosí ai suoi inizi. La sua prosa, semplice e precisa, è la grande fonte delle descrizioni del Perù delle conquiste. Lizárraga lo conosce, lo cita talvolta senza dirlo. Leggere Cieza dopo Lizárraga significa risalire di una generazione, ritrovare le città sotto i loro primi intonaci, gli indios ancora vicini al trauma.
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Amédée-François Frézier, Relation du voyage de la mer du Sud aux côtes du Chili et du Pérou (1716)
Tre anni dopo Rogers, l'ingegnere militare Frézier parte per il mare del Sud sotto le spoglie di un capitano mercantile. Dal 1712 al 1714, da Concepción a Valparaíso, da Callao ad Arica, rileva in segreto la pianta dei porti, conta i cannoni e le guarnigioni spagnole, osserva le miniere e le colture. Porta in Francia la fragola del Cile, da cui verranno le nostre fragole da giardino. La sua relazione esce a Parigi nel 1716 e una traduzione inglese segue già nel 1717. Vi si ritrova la costa che Rogers risale, vista questa volta da un occhio d'ufficiale attento alle difese più che al bottino. Vedi Relation du voyage de la mer du Sud aux côtes du Chili et du Pérou.
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Richard Walter, A Voyage Round the World by George Anson (1748)
Trent'anni dopo, la squadra del commodoro Anson rifà quasi la rotta della Duke. Partita nel 1740, decimata dallo scorbuto al passaggio di Capo Horn, si rimette a Juan Fernández, dove i marinai trovano capre con le orecchie tagliate che ricollegano a Selkirk. Saccheggia Paita, attende invano il galeone al largo del Messico, poi si impadronisce nel 1743 della Covadonga presso le Filippine. Il racconto, pubblicato nel 1748 a nome del cappellano Richard Walter, diventa un grande successo editoriale. Mostra ciò che la guerra navale ha fatto del modello corsaro di Rogers. Vedi A Voyage Round the World di George Anson.
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Louis-Antoine de Bougainville, Voyage autour du monde par la frégate du roi La Boudeuse et la flûte L'Étoile (1771)
Partito nel 1766 per consegnare agli spagnoli lo stabilimento francese delle Malvine, Bougainville attraversa lo stretto di Magellano, traversa il Pacifico per Tahiti, le Samoa, le Nuove Ebridi e le Salomone, poi raggiunge le Molucche e Batavia prima di rientrare per l'oceano Indiano. È il primo giro del mondo ufficiale della marina francese. Il suo racconto, uscito nel 1771, alimenta il dibattito dei filosofi sul buon selvaggio. Il confronto con Rogers è eloquente: gli stessi mari, le stesse tappe olandesi, ma un viaggio di Stato, di scienziati e di osservazione, mentre Rogers comandava un'impresa di prede. Vedi Voyage autour du monde par la frégate du roi La Boudeuse et la flûte L'Étoile.
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Voyage aux régions équinoxiales du Nouveau Continent, Alexander von Humboldt, 1814-1825 (1814-1825)
Lo scienziato prussiano ripercorre il viaggio andino con gli strumenti del secolo dei Lumi. Quito, Lima, Cajamarca, il Chimborazo, il mercurio di Huancavelica: gli stessi luoghi, osservati con gli occhi del naturalista. Humboldt cita poco Lizárraga, ma cammina nella sua ombra, e i due libri messi in fila offrono un panorama di tre secoli: il Perù coloniale ancora tutto nuovo nell'uno, il Perù coloniale al tramonto nell'altro.
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Maximilian zu Wied-Neuwied, Voyage au Brésil dans les années 1815 à 1817 (1820-1821)
Nel 1815 il principe Maximilian zu Wied-Neuwied sbarca a Rio e risale la costa verso Bahia, accompagnato per un tratto da Freireis, il compagno di Eschwege presso i Coroatos, e dal botanico Friedrich Sellow. Penetra nelle foreste del Rio Doce e del Mucuri, là dove nel 1808 fu dichiarata la guerra ai Botocudos, e trascorre settimane tra loro. Il suo Viaggio in Brasile, pubblicato a Francoforte nel 1820 e 1821, prolunga esattamente i capitoli di Eschwege sugli indiani del Minas: stessa foresta, stessi popoli, stessa violenza della frontiera, osservati qualche anno più tardi da un naturalista che vuole capirli.
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Johann Baptist von Spix et Carl Friedrich Philipp von Martius, Voyage au Brésil (1823-1831)
Giunti nel 1817 al seguito dell'arciduchessa Leopoldina, lo zoologo Spix e il botanico Martius, lo stesso di cui Eschwege pubblica la nota sulla Langsdorffia, attraversano il Brasile per tre anni: São Paulo, il Minas Gerais e le sue miniere, il sertão, Bahia, poi l'Amazzonia. Il loro racconto in tre volumi, uscito a Monaco dal 1823 al 1831, è uno dei grandi monumenti dell'esplorazione scientifica del paese. Vi ritroviamo Villa Rica, le lavras esaurite, le strade dei muli e gli indiani del Minas, visti da due bavaresi che camminano spesso sulle orme dell'ingegnere dell'Assia.
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Hercule Florence, Voyage fluvial du Tietê à l'Amazone (1825-1829)
Assunto come disegnatore nella spedizione che il console Langsdorff, il corrispondente epistolare del Diario del Brasile, guida dal 1825 al 1829, il nizzardo Hercule Florence discende il Tietê dalla provincia di São Paulo, raggiunge il Mato Grosso lungo i fiumi, poi arriva all'Amazzonia. Il suo diario, tenuto in francese e pubblicato molto più tardi, racconta le piroghe, i trasbordi a spalla, le febbri che rovinano la spedizione e i popoli incontrati. Percorre le vie fluviali verso Cuiabá di cui il resoconto di Prado, alla fine della raccolta di Eschwege, narra i convogli attaccati nel secolo precedente. Il Brasile dell'interno, visto a pelo d'acqua.
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Auguste de Saint-Hilaire, Voyage dans les provinces de Rio de Janeiro et de Minas Geraes (1830)
Il botanico di Orléans Auguste de Saint-Hilaire trascorre in Brasile gli anni dal 1816 al 1822 e ne riporta migliaia di piante e una lunga serie di racconti. Il primo, uscito a Parigi nel 1830, segue la strada da Rio al Minas Gerais, attraverso gli stessi registros, gli stessi ranchos e gli stessi arraiais del Diario del Brasile. Saint-Hilaire guarda gli uomini quanto la flora: il declino delle miniere, la povertà dei cercatori d'oro, gli schiavi, gli indiani delle aldeas. Letto dopo Eschwege, offre il seguito del quadro, qualche anno più tardi, con la precisione tranquilla di un naturalista che si prende il suo tempo.
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Voyage d'un naturaliste autour du monde, Charles Darwin, 1839 (1839)
Il diario del Beagle attraversa Valparaíso, Coquimbo, Lima, Concepción e la Patagonia. Darwin osserva gli stessi porti, le stesse baie, ma anche le rovine delle città distrutte dai terremoti e dalla guerra coloniale. Le sue pagine sul Cile e sul Perù raccontano cosa sono diventate le città che Lizárraga aveva visto fondare o piangere: Concepción in rovina, Valparaíso mercantile, Lima preda di scosse politiche.
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Charles Darwin, Journal of Researches (1839)
Imbarcato sul Beagle dal 1831 al 1836, Darwin costeggia a sua volta il Brasile, tocca le Malvine, doppia Capo Horn, soggiorna in Cile e in Perù, poi trascorre cinque settimane alle Galápagos nel settembre 1835, prima di rientrare per il Capo. Là dove Rogers cercava acqua dolce e tartarughe per nutrire gli equipaggi, il giovane naturalista nota le differenze da un'isola all'altra tra i fringuelli e le tartarughe giganti. Il suo giornale, pubblicato nel 1839, cambia lo sguardo su quegli arcipelaghi che i corsari di Bristol ritenevano sassi aridi e inutili. Vedi Journal of Researches.
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Souvenirs d'un voyage au Chili, Gabriel Lafond de Lurcy, 1843 (1843)
Il marinaio francese ha frequentato i porti della costa pacifica meridionale negli anni successivi all'indipendenza. Le sue pagine su Valparaíso, sul Callao, sulle rovine di Arica danno la misura del tempo trascorso: le stesse baie, gli stessi venti, ma le bandiere spagnole sono scomparse, e le repubbliche criolle cercano il loro nuovo ordine nello scenario che Lizárraga aveva inventariato.
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Herman Melville, Les Encantadas ou îles enchantées (1854)
Nel 1841 la baleniera Acushnet costeggia l'isola Albemarle, alle Galápagos, con a bordo un giovane marinaio di nome Herman Melville. Tredici anni dopo, con lo pseudonimo di Salvator R. Tarnmoor, pubblica sul Putnam's Monthly dieci bozzetti su queste isole di cenere e di lava, popolate di tartarughe, di eremiti e di antichi covi di bucanieri. Vi cita i vecchi racconti di bucanieri, come quello di Cowley, quei marinai che, prima e dopo Rogers, venivano a cercarvi tartarughe. Il testo, ripreso nel 1856 in The Piazza Tales, trasforma in paesaggio morale l'arcipelago che il giornale di Rogers descrive da marinaio di fretta. Vedi Le Encantadas, or Enchanted Isles.
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Richard Francis Burton, Explorations des hautes terres du Brésil (1869)
Console britannico a Santos, Richard Francis Burton percorre il Minas Gerais da giugno a novembre 1867, poi discende il São Francisco su una zattera a partire da Sabará. Il suo libro, uscito a Londra nel 1869, promette fin dal titolo «un resoconto completo delle miniere d'oro e di diamanti». Dedica lunghi capitoli alla miniera di Morro Velho, sfruttata da una compagnia inglese, dove il lavoro degli schiavi continua. Mezzo secolo dopo Eschwege, l'oro del Minas non viene più lavato nei fiumi ma strappato in profondità: Burton mostra che cosa è diventata la terra che l'ingegnere dell'Assia vedeva già esaurirsi.
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Aux pays de l'argent, Jules Huret, 1911 (1911)
Il cronista del Figaro percorre l'America del Sud alla vigilia della prima guerra mondiale. Buenos Aires, Córdoba, Potosí, La Paz, Lima: visita gli stessi luoghi di Lizárraga, ma con un treno, una macchina fotografica, un taccuino da giornalista. Le città incaiche sono diventate turistiche, la miniera di Potosí è quasi esaurita, e le eredità coloniali affiorano ovunque come ossa sotto la sabbia.


