

Viaggi in Nubia, Tomo I: Il Nilo da Assuan a Mahass, ai confini del Dongola
Edizione italiana modernizzata e illustrata di Travels in Nubia di Johann Ludwig Burckhardt (1813).
Dopo la Nubia, questo svizzero si traveste da pellegrino per entrare alla Mecca e a Medina.
Leggi tutto ↓- circa 240 pagine
- Brossura
- Italiano
- XIX secolo
Presentazione
Assuan, 24 febbraio 1813. Un viaggiatore basilese, noto agli arabi come sceicco Ibrahim, monta sul suo dromedario e si addentra da solo in Nubia, oltre la prima cataratta, per risalire il Nilo fino alle porte del Dongola.
Johann Ludwig Burckhardt risale la riva orientale del Nilo, di villaggio in villaggio, con per bagaglio qualche lettera di raccomandazione e molta prudenza. Passa davanti al viale di sfingi di Seboua, si ferma a Derr presso Hassan Kashef, uno dei tre fratelli che governano il paese, sale sulla rupe di Ibrim con una vecchia guida beduina, contempla la seconda cataratta e poi attraversa il Batn el Hadjar, il «Ventre di pietra». Ovunque deve eludere la cupidigia dei capi, la paura delle spie, le voci provenienti dal Dongola, dove si sono rifugiati i Mamelucchi.
Nel Mahass, davanti a Tinareh, si imbatte in un accampamento di Kashef ubriachi, dove i colpi di fucile partono sotto il tetto stesso della capanna. Bisogna tornare sui propri passi. Il ritorno lungo la riva occidentale diventa allora una lunga processione di templi, finché, su un pendio di sabbia presso Ebsambal, emergono le teste di quattro statue colossali quasi interamente sepolte.
Che cosa nasconde ancora la duna? Burckhardt lo intuisce, ed è tutto un mondo dimenticato ad affiorare sotto i suoi passi.
Caratteristiche
- Editore
- Itinerarium Éditions
- Collana
- Le Vie del Levante
- L'autore
- Johann Ludwig Burckhardt
- Epoca del viaggio
- 1813
- Edizione moderna a cura di
- Erik de Boisgrollier
- Lingua
- Italiano
- Formato
- Brossura, 15,2 × 22,9 cm
- Pagine
- circa 240
L'autore
Fonti
I Travels in Nubia di Johann Ludwig Burckhardt furono pubblicati a Londra, presso John Murray, nel 1819, due anni dopo la morte del viaggiatore, a cura dell'associazione che aveva finanziato le sue esplorazioni africane. Sono stati esaminati quattro testimoni: questa prima edizione inglese, i Travels in Arabia del 1829, tratti dagli stessi taccuini ma dedicati all'Hegiaz, e due traduzioni tedesche pubblicate a Weimar, l'una del volume nubiano nel 1820, l'altra del volume arabo nel 1830. Il libro del 1829 è un'altra opera; le traduzioni non fanno che frapporsi tra il lettore e l'inglese di Burckhardt. Il testo scelto per il nostro lavoro è dunque l'edizione del 1819, nella trascrizione di Project Gutenberg condotta sulle immagini di Internet Archive.
Questa trascrizione è stata riletta e ripulita. Attorno ai diari di viaggio, il volume del 1819 raccoglie un apparato consistente: memoria dell'associazione, pagine preliminari, carte, vocabolari e appendici, che è stato escluso. Le note dell'autore sono state invece conservate e ricollocate al loro richiamo, trentasei in questo primo tomo. Esso copre il primo viaggio lungo il Nilo, senza capitoli numerati: il racconto procede giorno dopo giorno, sotto due titoli dell'autore, l'andata da Assuan al Mahass e poi il ritorno verso Assuan. Il testo così stabilito conta circa 50.000 parole.
Il nostro lavoro di trasformazione. Questo libro non è né una traduzione letterale né un facsimile: è una riscrittura nella lingua di oggi, condotta in tre tempi. La modernizzazione porta il testo nell'italiano contemporaneo; ogni luogo e ogni persona riceve un'unica forma moderna, e i termini d'epoca (monete, misure, titoli) sono conservati, con una breve glossa quando serve. Il chiarimento scioglie i lunghi periodi d'epoca, un'idea per frase, senza aggiungere né togliere nulla. La messa in racconto divide il testo in capitoli titolati e gli restituisce scorrevolezza; i passi ripetitivi sono condensati, ma nessun fatto datato, numerato o nominato viene soppresso. Ogni fase è seguita da una rilettura di fedeltà al testo originale.
| Stato | Edizione | Esemplare | Lingua | Nota | Link |
|---|---|---|---|---|---|
| Scelta | Travels in Nubia, Londra, John Murray, 1819, 1 vol. | Project Gutenberg, trascrizione di Galo Flordelis da immagini di Internet Archive | inglese | Prima edizione, pubblicata due anni dopo la morte dell'autore dall'associazione che aveva finanziato il suo viaggio; testo inglese originale. | Consulta |
| Scartata | Travels in Arabia, Londra, Henry Colburn, 1829 | Project Gutenberg | inglese | Opera distinta, tratta dieci anni dopo dagli stessi taccuini e dedicata all'Hegiaz: non è il racconto nubiano. | Consulta |
| Scartata | Johann Ludwig Burckhardt's Reisen in Nubien, Weimar, Landes-Industrie-Comptoir, 1820 | Biblioteca universitaria di Heidelberg (Universitätsbibliothek Heidelberg) | tedesco | Traduzione tedesca coeva del volume del 1819: aggiunge uno strato di interpretazione quando l'originale inglese è accessibile. | Consulta |
| Scartata | Johann Ludwig Burckhardt's Reisen in Arabien, Weimar, Landes-Industrie-Comptoir, 1830 | Biblioteca statale e universitaria di Gottinga (Niedersächsische Staats- und Universitätsbibliothek Göttingen) | tedesco | Traduzione tedesca dei Travels in Arabia: doppiamente lontana dal testo, e di un'opera diversa dal racconto nubiano. | Consulta |
Il viaggio in mappa

Nello stesso luogo, attraverso i secoli
-
Giovanni Battista Belzoni, Narrative of the Operations and Recent Discoveries within the Pyramids, Temples, Tombs, and Excavations, in Egypt and Nubia (1820)
Ex forzuto da fiera divenuto cercatore di antichità, il padovano Belzoni incontra Burckhardt al Cairo; è da lui che sente parlare dei colossi sepolti di Ebsambal, che il viaggiatore basilese aveva intravisto nel marzo 1813 senza…
Leggere un'edizione libera → -
Frédéric Cailliaud, Voyage à Méroé, au fleuve Blanc, au-delà de Fâzoql, dans le midi du royaume de Sennâr (1826-1827)
Mineralogista di Nantes al servizio di Mehmet Ali, Cailliaud risale una prima volta il Nilo fino alla seconda cataratta e ad Abu Simbel, poi riparte nel 1820 per un viaggio che lo porta molto più lontano.
-
Maxime Du Camp, Égypte, Nubie, Palestine et Syrie (1852)
Nel 1849 Maxime Du Camp parte per l'Oriente con l'amico Gustave Flaubert, incaricato di una missione fotografica: ha appena imparato il procedimento su carta da Gustave Le Gray.
-
Amelia B. Edwards, A Thousand Miles up the Nile (1877)
Romanziera e giornalista inglese, Amelia Edwards lascia Il Cairo nell'inverno 1873-1874 su una dahabiya e risale il fiume fino alla seconda cataratta.
Leggere un'edizione libera →






