Biografia
Johann Ludwig Burckhardt nasce il 25 novembre 1784 a Losanna, dove i suoi genitori basilesi si trovano di passaggio (l'Allgemeine Deutsche Biographie indica il 24). Cresce a Basilea, nella casa del Kirschgarten fatta costruire dal padre, Johann Rudolf Burckhardt, fabbricante di nastri di seta ostile alla Rivoluzione secondo la Neue Deutsche Biographie. Dopo due anni a Neuchâtel, studia a Lipsia dal 1800 al 1804, poi a Gottinga. Vi segue scienze naturali e lingue, e anche diritto e statistica secondo il Dizionario storico della Svizzera.
Nel 1806 passa in Inghilterra con una lettera di Blumenbach per Sir Joseph Banks. L'African Association di Londra lo sceglie per riprendere l'opera di Hornemann: raggiungere l'Africa interna per la via carovaniera che collega il Cairo a Timbuctù. A Londra e a Cambridge impara l'arabo, acquisisce nozioni di medicina e si allena alla fatica. Partito da Malta nel febbraio 1809, si fa chiamare Sceicco Ibrahim ibn Abdallah. Trascorre circa un anno ad Aleppo per perfezionare l'arabo, poi visita Palmira, Damasco, il Libano e lo Hauran. Nel 1812 raggiunge Petra, la cui scoperta gli è attribuita dalla NDB, e arriva al Cairo in settembre.
In mancanza di una carovana verso ovest, si volge a sud. Nel 1813 risale il Nilo oltre Assuan fino ai confini del Dongola e scorge in marzo il grande tempio di Abu Simbel, quasi sepolto dalla sabbia: il DSS lo considera il primo europeo ad averlo visto. Nel 1814, unito a una carovana di mercanti, attraversa il deserto fino a Berber e Shendi, poi raggiunge Suakin verso la fine di luglio e attraversa il Mar Rosso fino a Gedda. Queste due spedizioni formano Travels in Nubia, pubblicato postumo a Londra nel 1819 dall'African Association, con una memoria biografica in apertura; una seconda edizione segue nel 1822 e una traduzione tedesca già nel 1820.
Probabilmente convertito all'islam, viene sottoposto a un esame di dottrina davanti a due ulema, poi visita la Mecca, il monte Arafat e Medina; tornato al Cairo nel 1815 con il titolo di hajji, vi raccoglie proverbi arabi, studia la vita dei beduini e scrive un resoconto della guerra contro i wahhabiti. Legato a Giovanni Belzoni, gli segnala Abu Simbel e lo presenta al console britannico Henry Salt; nello stesso anno fa spedire in Inghilterra la testa colossale di una statua di Ramses II. Anche gli altri suoi libri escono dopo la sua morte: Travels in Syria and the Holy Land (1822, a cura di William Martin Leake), Travels in Arabia (1829), Notes on the Bedouins and Wahábys e Arabic Proverbs (1830).
Colpito da dissenteria secondo la NDB, da una febbre secondo l'ADB, muore al Cairo il 15 ottobre 1817, poco dopo l'arrivo della carovana del Fezzan che attendeva. È sepolto nel cimitero musulmano con gli onori dovuti a uno sceicco e a un hajji. Lascia i suoi manoscritti orientali all'Università di Cambridge, mentre i suoi diari tornano all'African Association. Le lettere ai genitori, scritte dal 1808 al 1817, sono pubblicate a Basilea nel 1905 nel settimanale Der Samstag; il Museo storico di Basilea gli dedica una biografia, Scheich Ibrahim. Le sue descrizioni hanno alimentato i cartografi e gli etnografi del XIX secolo.
I suoi libri da Itinerarium



