Regione ed epoca

Viaggiatori nelle Indie Orientali nel Seicento

Nel Seicento i mari delle Indie Orientali cambiano padrone. Gli olandesi, arrivati nel 1596, fondano la VOC nel 1602 e strappano ai portoghesi una piazza dopo l'altra: Malacca nel 1641, Colombo nel 1656, Cochin nel 1663. Jan Pieterszoon Coen fonda Batavia nel 1619 sulle rovine di Giacarta e nel 1621 sottomette le isole Banda, quasi annientandone gli abitanti, per tenere da solo il commercio della noce moscata. Nel 1623 l'esecuzione dei mercanti inglesi di Amboina allontana la Compagnia inglese dalle Molucche, che ripiega sull'India: Surat dal 1612, Madras nel 1639, Bombay, ricevuta nel 1661 con la dote di Caterina di Braganza. I francesi arrivano per ultimi e si stabiliscono a Pondicherry nel 1674.

Sulla terraferma il potere resta moghul. Jahangir, poi Shah Jahan, il costruttore del Taj Mahal, infine Aurangzeb regnano da Agra a Delhi e spingono verso il Deccan. Gli europei vi si presentano come postulanti: un firmano imperiale, concesso o revocato, basta ad aprire o chiudere i loro empori. Il veneziano Niccolò Manucci, fuggito di casa a quattordici anni nel 1653, diventa artigliere e poi medico di principi e racconta mezzo secolo dell'impero; Jean de Thévenot, l'inglese Peter Mundy e il chirurgo John Fryer descrivono Surat, Golconda e le strade del Deccan.

Più a est, altri regni tengono testa. Aceh, sotto il sultano Iskandar Muda, domina lo stretto di Malacca, e il capitano normanno Augustin de Beaulieu vi tratta il suo pepe nel 1621. Makassar resta un porto aperto a tutte le nazioni fino alla sua caduta davanti agli olandesi nel 1669. Anche il mare esige il suo tributo: nel 1629 il Batavia si sfascia sulle scogliere dell'Australia occidentale, e il suo comandante Francisco Pelsaert deve giudicare gli ammutinati che hanno massacrato molti dei naufraghi.

È anche un secolo che descrive e classifica. Il pastore Philippus Baldaeus pubblica nel 1672 una descrizione del Malabar, del Coromandel e di Ceylon; il governatore Hendrik van Rheede fa disegnare, insieme a dotti malayali, i dodici volumi dell'Hortus Malabaricus (1678-1693); ad Amboina Georg Eberhard Rumphius, divenuto cieco, detta il suo grande erbario delle Molucche. Esiste anche uno sguardo indiano: nel 1641 il mercante giainista Banarasidas scrive in hindi l'Ardhakathanak, una delle prime autobiografie dell'India, attraversata dalle strade, dalle fiere e dalle paure di un commerciante di Agra.

Questo dossier riunisce le nostre edizioni e un repertorio di testi affini.

I nostri titoli su questo tema

Da leggere anche: racconti e opere sullo stesso tema

Racconti e opere intorno a questo tema, in ordine cronologico, per collocare i nostri titoli. Ognuno rimanda a un'edizione libera online quando esiste, o alla nostra scheda quando l'opera fa parte del nostro catalogo.