Regione ed epoca

Racconti di viaggio in Oriente nel Cinquecento

Nel 1516 e nel 1517 il sultano Selim I travolge i mamelucchi e conquista la Siria, Gerusalemme e il Cairo. In una sola campagna quasi tutto il Levante diventa ottomano, e per il resto del secolo la partita si gioca fra Costantinopoli, Venezia, Vienna e la Persia dei safavidi. Per un europeo andare in Oriente significa ormai entrare in un solo impero, quello che Solimano il Magnifico governa dal 1520 al 1566 e spinge fino alle mura di Vienna nel 1529.

Il viaggio è anzitutto affare di diplomazia. I baili veneziani, residenti a Pera, inviano al Senato relazioni minuziose sul sultano, i suoi visir e le sue entrate: sono tra le fonti più lucide del secolo. L'alleanza stretta da Francesco I apre la strada agli ambasciatori francesi: nel 1547 Gabriel d'Aramon conduce alla Porta un piccolo gruppo di dotti, fra cui Guillaume Postel e Jean Chesneau. Gli inviati degli Asburgo attraversano l'Ungheria occupata per trattare tregue; il mercante di Augusta Hans Dernschwam, al seguito di una di queste missioni nel 1553-1555, annota tutto, dai caravanserragli alle iscrizioni antiche di Ancira.

Con loro arriva una curiosità nuova, quella dei naturalisti e dei disegnatori. Il geografo Nicolas de Nicolay riporta dal soggiorno del 1551 figure di giannizzeri, dervisci e donne turche, incise a Lione, che fissano a lungo l'immagine dell'ottomano in Europa. Il medico Leonhard Rauwolf erborizza ad Aleppo, scende l'Eufrate fino a Baghdad nel 1574 e lascia una delle prime descrizioni occidentali del caffè.

Gerusalemme conserva i suoi pellegrini. Si imbarcano ancora a Venezia, anche se le galee annuali si fanno rare, e i francescani della Custodia di Terrasanta, cacciati dal monte Sion nel 1551, li accolgono sotto l'autorità di un pascià. Più a est, la Persia sciita, rivale del sultano, attira chi cerca un alleato alle sue spalle: Michele Membré vi si reca per Venezia nel 1539, l'inglese Anthony Jenkinson vi giunge attraverso la Moscovia nel 1562 e i fratelli Sherley raggiungono la corte di Shah Abbas nel 1598.

Lo sguardo parte anche da Istanbul. Il pittore e matematico Matrakçı Nasuh segue Solimano in Iraq nel 1534-1535 e dipinge, tappa per tappa, le città della campagna, e Seydi Ali Reis, naufragato nell'oceano Indiano, torna via terra dall'India e racconta nel 1557 il suo lungo rientro. Prigionieri, rinnegati e dragomanni, passati da una sponda all'altra, completano il quadro di un mondo che si combatte a Lepanto nel 1571 e intanto commercia ad Aleppo.

Questa sezione riunisce le nostre edizioni e un repertorio di testi affini.

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