Biografia
Ruy González de Clavijo è un gentiluomo castigliano di cui si ignora la data di nascita. Secondo le notizie consultate, è nativo di Madrid e proviene da una famiglia nobile della città. Nulla di certo si sa della sua formazione, e bisogna guardarsi dal ricostruirla: compare nelle fonti come ciambellano, cioè cameriere del re Enrico III di Castiglia, la cui corte soggiorna allora ad Alcalá de Henares.
La sua carriera si riduce a questo servizio. Ciambellano di Enrico III, lo è poi anche di Giovanni II, e figura fra i testimoni del testamento del re nel 1406. Si stabilisce a Madrid, nella parrocchia di San Andrés, dove si fa costruire una grande dimora, vicino alla Plaza de la Paja, che passerà più tardi ai Vargas.
Il suo nome deve tutto all'ambasciata del 1403-1406. Enrico III lo invia presso Tamerlano, con la guardia Gómez de Salazar, morto a Nishapur nel 1404, e il domenicano Alonso Páez de Santa María, maestro in teologia. È la seconda missione del re di Castiglia presso il conquistatore, nella speranza di un'intesa contro gli Ottomani, allora in pieno interregno. La partenza avviene dal Puerto de Santa María il 22 maggio 1403, l'arrivo a Samarcanda l'8 settembre 1404. Il ritorno passa per Sanlúcar de Barrameda all'inizio di marzo 1406, poi per la corte, dove si colloca l'arrivo alla fine dello stesso mese. Il racconto del viaggio, designato con il titolo di Embajada a Tamorlán o di Vida y hazañas del gran Tamorlán, è pubblicato per la prima volta a Siviglia nel 1582 dall'erudito Gonzalo Argote de Molina, con un lungo discorso preliminare. Una seconda edizione, dovuta ad Antonio de Sancha, esce a Madrid nel 1782 secondo il frontespizio, nel 1783 secondo certe bibliografie.
La paternità esatta del testo è discussa. Francisco López Estrada ne attribuisce la redazione ad Alonso Páez de Santa María. Leoncio Cabrero ritiene che Clavijo l'abbia composto a partire da dati raccolti in comune. Joaquín Rubio Tovar evoca un possibile terzo autore, il poeta Alfonso Fernández de Mesa. Si sa anche che il racconto ha potuto basarsi su appunti presi durante il viaggio. Il libro parla degli ambasciatori in terza persona, il che alimenta il dubbio.
Clavijo muore il 2 aprile 1412 a Madrid. Si era fatto preparare, nel convento di San Francisco, una sepoltura per sé e i suoi discendenti, e aveva fatto ricostruire la cappella a grandi spese. La tomba fu poi sostituita da quella della regina Giovanna, e la cappella fu distrutta nel 1784. Un manoscritto della relazione è conservato alla Biblioteca Nacional de España (MSS/9218). Fra le edizioni moderne, quella di Francisco López Estrada (Castalia, 1999) fa riferimento; in inglese l'ha tradotto Clements Markham nel 1859 e Guy Le Strange nel 1928.
I suoi libri da Itinerarium

