Ritratto di Ogier Ghiselin de Busbecq

L'autore

Ogier Ghiselin de Busbecq

Legationis Turcicae epistolae quatuor (1554-1562)
Ogier Ghiselin de Busbecq è l'autore di Legationis Turcicae epistolae quatuor (1554-1562). Itinerarium ne pubblica 1 edizione modernizzata, riscritta in italiano contemporaneo e illustrata, disponibile in ebook, libro cartaceo e audiolibro.

Biografia

Ogier Ghislain de Busbecq nasce nel 1522 a Comines, nelle Fiandre, figlio naturale di Georges Ghislain, signore di Busbecq, e di Catherine Hespel. Carlo V lo legittima nel 1540. Studia a Lovanio, dove è iscritto nel 1536, poi frequenta università d'Italia e di Francia, dove segue in particolare, secondo Wikipedia, le lezioni di Giovanni Battista Egnazio a Venezia. Parla fiammingo, francese, latino, greco, tedesco e inglese.

Entra verso il 1552 al servizio di Ferdinando d'Asburgo. Nel 1554 accompagna a Londra la missione inviata a congratularsi con Maria Tudor per le nozze con Filippo di Spagna, poi viene chiamato a Vienna per sostituire a Costantinopoli un inviato malato. Arriva in città nel gennaio 1555 e raggiunge Solimano ad Amasya in aprile. Tornato sul Bosforo, vi trascorre la maggior parte degli anni dal 1556 al 1562, talvolta sotto stretta sorveglianza, e ottiene infine una tregua con il gran visir Ali Pascià. Lascia Costantinopoli nell'agosto 1562 con l'inviato ottomano Ibrahim.

Il libro nasce da questa ambasciata. Busbecq scrive i suoi racconti sotto forma di lettere all'amico Nicolas Michault. Una prima versione parziale, Itinera Constantinopolitanum et Amasianum, esce ad Anversa nel 1581-1582. Il testo completo, Legationis Turcicae epistolae quatuor, è pubblicato a Parigi nel 1589. Vi racconta anche le sue scoperte: la copia del testo di Augusto ad Ancira, un manoscritto di Dioscoride portato a Vienna, iscrizioni, medaglie, un elenco di parole del gotico di Crimea. La tradizione gli attribuisce l'introduzione in Europa del tulipano e del lillà, cosa che gli specialisti discutono in parte.

Tornato in Austria, Busbecq diventa consigliere segreto, educa i nipoti dell'imperatore ed è armato cavaliere a Presburgo nel 1563. Nel 1570 scorta alcune arciduchesse fino a Madrid. Dopo la morte di Carlo IX nel 1574, va in Francia per amministrare i beni della vedova, Elisabetta d'Austria, per una quindicina d'anni. La Deutsche Biographie contesta l'antica idea che vi abbia rappresentato Rodolfo II come inviato titolare, mentre altre voci parlano di lettere indirizzate all'imperatore sugli affari di Francia, pubblicate dopo la sua morte, nel 1630. Lascia anche un trattato sulla guerra contro i turchi, edito nel 1633.

Durante il viaggio di ritorno verso i Paesi Bassi, viene aggredito da soldati della Lega cattolica presso Rouen. Muore qualche giorno dopo, nel castello di Maillot, a Saint-Germain-sous-Cailly: il 28 ottobre 1592 secondo la Biographie coloniale belge e la Deutsche Biographie, il 29 secondo Wikipedia in inglese. Il suo corpo è sepolto sul posto e il suo cuore è riportato nella cripta di famiglia a Bousbecque. Due manoscritti, una storia del Belgio e un trattato sulla vera nobiltà, sono perduti, e la Deutsche Biographie segnala che gli Archivi di Stato di Vienna conservano alcune sue lettere. Le sue lettere turche sono state tradotte in inglese da Forster (1881, poi Eland, 2005) e in francese da Dominique Arrighi presso Champion.

I suoi libri da Itinerarium