Biografia
Jens Munk nasce il 3 giugno 1579 a Barbu (scritto anche Barbo), presso Arendal, nella Norvegia allora unita alla Danimarca. È il secondo figlio di Erik Nielsen Munk, signore locale la cui durezza gli costa la destituzione nel 1585 e il carcere. Secondo la voce di Wikipedia, il bambino, allora di otto anni, raggiunge Aalborg con la madre, che vi tiene la casa di una parente del marito. A dodici anni parte per mare; la stessa fonte lo fa passare per Porto, poi per Bahia, in Brasile, prima del ritorno in Europa verso il 1599.
Tornato a Copenaghen, vi trova un impiego come commesso di bordo. Nel 1609 e nel 1610 guida due spedizioni verso il mare di Barents, che lo Store norske leksikon presenta come campagne di caccia alla foca in direzione della Novaja Zemlja. Durante la guerra di Kalmar è capitano nella marina danese, e fin dal 1613 è alle dipendenze di Cristiano IV. Gli si attribuisce l'introduzione della caccia alla balena in Danimarca; nel 1617 recluta arpionieri baschi per una spedizione alle Svalbard. Nel 1618 è escluso dal comando di una spedizione verso le Indie orientali, per un motivo che la fonte consultata dice poco accertato.
Il viaggio che gli dà il nome comincia il 9 maggio 1619. Il re lo manda a cercare il passaggio a nord-ovest con la fregata Enhiørningen (l'Unicorno) e la Lamprenen (la Lampreda). Dopo la Groenlandia e lo stretto di Davis, supera lo stretto di Hudson e a settembre raggiunge la costa occidentale della baia, dove sverna alla foce dell'attuale fiume Churchill. Il freddo, la fame e lo scorbuto uccidono quasi tutto l'equipaggio: secondo il Dictionnaire de biographie canadienne, all'inizio di giugno 1620 restano solo tre uomini. Riportano la Lampreda in Norvegia a settembre. Munk racconta la spedizione in Navigatio Septentrionalis, pubblicata a Copenaghen nel 1624. Il Dictionnaire nota che non si può affermare con certezza che sia stato il primo europeo in quel luogo, poiché Thomas Button potrebbe averlo preceduto nel 1612 o nel 1613.
Sposa Katherine Adriansdatter; la coppia ha più figli e divorzia nel 1623. Dopo il ritorno, progetta di tornare con dei coloni per il commercio delle pellicce, ma il piano viene rinviato, ed egli è troppo malato per ripartire. Resta al servizio del re: nel 1623 comanda navi nell'Atlantico settentrionale; nel 1624 pattuglia il mare del Nord contro i pirati; nel 1625 è nominato ammiraglio e blocca la foce del Weser durante la guerra dei Trent'anni. Partecipa ancora ai combattimenti del 1628 contro le truppe di Wallenstein.
Muore a Copenaghen nel giugno 1628, a quarantanove anni. La data varia a seconda delle fonti: il 24 giugno per Wikipedia, il 28 per lo Store norske leksikon, mentre il Dictionnaire menziona soltanto una sepoltura il 3 luglio. Wikipedia lo dice probabilmente morto per ferite riportate in combattimento, ma il Dictionnaire non indica alcuna causa. Il suo manoscritto autografo è conservato presso la biblioteca universitaria di Copenaghen. Il diario ha conosciuto un'edizione nel 1723, un'altra di Peter Lauridsen nel 1883, poi la traduzione inglese di C. C. A. Gosch (Hakluyt Society, 1897) e quella di Walter Kenyon (Royal Ontario Museum, 1980).
I suoi libri da Itinerarium
