Biografia
Garcia de Orta nasce intorno al 1501 a Castelo de Vide, nell'Alentejo; l'anno esatto resta incerto. I suoi genitori, Fernão (Isaac) de Orta, mercante, e Leonor Gomes, sono ebrei originari della Spagna, rifugiati in Portogallo dopo il 1492 e poi convertiti a forza nel 1497. Studia arti, filosofia naturale e medicina a Salamanca e ad Alcalá de Henares, e rientra in Portogallo intorno al 1523-1525, poco dopo la morte del padre, secondo le fonti.
Esercita dapprima a Castelo de Vide, poi si stabilisce a Lisbona nel 1526. Vi diventa medico del re Giovanni III e frequenta il matematico Pedro Nunes; insegna anche filosofia naturale all'università di Lisbona all'inizio degli anni 1530. Nel marzo 1534 s'imbarca come medico di Martim Afonso de Sousa, capitano maggiore del mare delle Indie, la cui flotta lascia il Tago il 12 marzo. Lo accompagna nelle sue campagne sulla costa occidentale dell'India, poi si stabilisce a Goa nel 1538, e non tornerà mai più in Europa.
A Goa la sua clientela cresce: cura viceré portoghesi e il sultano di Ahmadnagar, Burhan Nizam Shah. Sposa la cugina Brianda de Solis (nel 1541 o nel 1543 secondo le fonti) e la coppia ha due figlie. Fa anche commercio di droghe e di pietre. Intorno al 1554-1555 il viceré Pedro Mascarenhas gli concede in affitto l'isola di Bombay, dove possiede una casa. Egli stesso non viaggia granché oltre la costa occidentale: ciò che sa di Ceylon, di Malacca o delle Molucche gli viene da mercanti e testimoni che interroga.
Questi anni alimentano il suo unico libro, Colóquios dos simples e drogas he cousas medicinais da Índia, stampato a Goa nel 1563. Orta vi mette in scena un dialogo con un collega immaginario, il dottor Ruano, e passa in rassegna le droghe d'Oriente in ordine alfabetico. Vi oppone a Dioscoride, Galeno e Avicenna ciò che ha visto e verificato, e descrive tra l'altro il colera a partire da un'autopsia. Il volume contiene anche un poema di Camões, un amico. Scritto in portoghese, circola poco; è noto in Europa grazie al compendio latino che Charles de l'Écluse (Clusius) pubblica nel 1567, mentre Cristóvão da Costa ne dà una versione castigliana nel 1578.
Orta muore a Goa nel 1568, senza essere stato molestato in vita. L'Inquisizione si installa tuttavia a Goa nel 1565: la sorella Catarina viene bruciata nel 1569, ed egli stesso, giudicato postumo per giudaismo, vede i propri resti riesumati e bruciati nell'auto-da-fé del 1580. Il suo libro gli sopravvive. Viene ristampato a Lisbona nel 1872, poi nell'edizione di riferimento del conte di Ficalho (1891-1895), e tradotto in inglese da Clements Markham nel 1913. Un giardino di Lisbona porta oggi il suo nome.
I suoi libri da Itinerarium
