Biografia
Si sa molto poco delle origini di Pierre-Antoine Duprat. La scheda d'autorità della Bibliothèque nationale de France non indica né l'anno né il luogo della sua nascita, e si limita a precisare che visse tra il XVIII e il XIX secolo. Il titolo di conte, con cui firma il suo libro, è l'unico indizio del suo rango; le fonti consultate tacciono sulla sua famiglia e sulla sua formazione.
Quando entra nella storia, è colonnello di fanteria. Secondo il suo stesso racconto, riceve alla fine del 1772 una commissione di colonnello e le provvisioni per comandare a Mahé, piccola stazione commerciale francese sulla costa del Malabar. Si imbarca a Lorient, arriva a Pondicherry il 28 marzo 1773, vi soggiorna due mesi, poi raggiunge Mahé il 19 novembre 1773. Gli storici dell'India francese S. P. Sen e K. V. Krishna Iyer, citati dal sito Historic Alleys, precisano che vi succede a Picot de La Motte, allora in congedo.
Il Malabar è in quel momento invaso dall'esercito di Haidar Ali, nababbo di Mysore. Lo Zamorin di Calicut, minacciato, cerca un protettore, e Duprat coglie l'occasione senza attendere l'assenso di Pondicherry. Nel gennaio 1774 un trattato pone Calicut sotto la protezione del Re di Francia; Duprat sbarca dalla fregata Belle Poule con una piccola truppa e qualche cannone, e riceve le chiavi del regno. L'arrivo del generale del nababbo e la fuga dello Zamorin mandano in rovina l'impresa. Tornato a Mahé, Duprat impone un monopolio del pepe al re di Cartenatte e fortifica la colonia. Secondo gli stessi storici, viene biasimato per iscritto già nel febbraio 1774, poi richiamato da Jacques Law de Lauriston, governatore generale a Pondicherry, che lo fa sostituire a Mahé. Racconta egli stesso di aver consegnato il comando il 4 maggio 1774. La sua arringa difensiva esce nel 1780 con il titolo Voyage du comte Duprat dans l'Inde, écrit par lui-même, con l'indicazione «A Londres», verosimilmente falsa, in un volume in-8 di 133 pagine.
Il libro rivela soprattutto un uomo convinto della potenza francese e del valore dell'audacia: crede che una parola data con clamore possa supplire alla mancanza di denaro e di truppe. La tradizione riferita da Historic Alleys aggiunge che dopo la caduta in disgrazia avrebbe lasciato il servizio della Francia per quello del Nizam di Hyderabad, che sarebbe stato arrestato da uomini di Haidar Ali in territorio di Mysore, poi liberato grazie all'intervento di Law, e che avrebbe redatto una breve memoria giustificativa sugli affari di Mahé. Questi episodi non compaiono nel suo Voyage, che lo fa rientrare in Francia dopo il maggio 1774.
La fine della sua vita resta oscura. Lo stesso sito lo dice divenuto teologo a Parigi verso il 1791, ma nessuna scheda di biblioteca permette di confermare che si tratti proprio dello stesso uomo, e la data della sua morte rimane sconosciuta. Il suo nome sopravvive grazie al suo unico racconto, conservato alla Bibliothèque nationale de France e digitalizzato su Gallica, che le bibliografie dei libri francesi sull'India registrano. Gli archivi dell'India francese, per Mahé e la loggia di Calicut, conservano inoltre la traccia amministrativa del suo breve comando.
I suoi libri da Itinerarium
