Biografia
Min Jeong-jung nasce nel 1628, sotto il regno di Injo, nel clan Min di Yeoheung, una delle famiglie più in vista della nobiltà letterata di Joseon. Suo nonno Min Gi era stato Primo ministro sotto Seonjo, suo padre Min Gwang-hun governatore di provincia. Ha per fratello maggiore il letterato Min Si-jung e per fratello minore Min Yu-jung, futuro padre della regina Inhyeon. Formatosi al Seonggyungwan, l'accademia confuciana della capitale, diventa discepolo di Song Si-yeol, il grande maestro della scuola di Zhu Xi, ed esce primo dal concorso civile del 1649, a ventun anni.
La sua carriera è di una regolarità esemplare. Passa per la Segreteria del principe ereditario, l'Ufficio dei censori, l'Ufficio delle lettere reali e l'Ispettorato generale, partecipa alla compilazione degli Annali del re Injo e percorre diverse province come ispettore reale segreto (amhaeng eosa). Prefetto di Dongnae, sulla costa meridionale, verso il 1658, diventa poi rettore del Seonggyungwan, governatore dello Hamgyeong e quindi gran censore. Nel 1659 osa perorare la memoria della principessa Gang, nuora di Injo, morta in disgrazia. Verso il 1670 dirige successivamente i ministeri delle Finanze, del Personale e dei Lavori.
È nell'autunno del 1669, sotto il re Hyeonjong, che assume la guida dell'ambasciata annuale del solstizio d'inverno, che porta il tributo coreano alla corte dei Qing. Le fonti coreane datano questa missione al 1670, anno del suo ritorno. Da questo viaggio nasce lo Yeonhaeng ilgi (燕行日記, «Diario del viaggio a Yan»), seguito da un resoconto a parte di ciò che ha visto e udito, in cui annota le sue conversazioni scritte con letterati cinesi. Il testo esce soltanto dopo la sua morte, nella raccolta delle sue opere incisa su legno nel 1734; l'Enciclopedia della cultura coreana lo accosta allo Yeolha ilgi di Bak Ji-won, che precede di oltre un secolo.
Membro della fazione degli Occidentali (Seoin), attraversa le dispute rituali che lacerano la corte. Allontanato dai Namin nel 1675 ed esiliato a Jangheung nel 1679, torna al potere con il rivolgimento del 1680, diventa terzo consigliere e poi consigliere di sinistra e propone, senza successo, di riformare l'imposta sui fuochi. Alla scissione degli Occidentali si unisce ai Noron, la corrente intransigente di Song Si-yeol. Calligrafo rinomato, ha lasciato iscrizioni di stele e la tavola del padiglione principale del tempio Gaesimsa; gli si devono anche il Nobong yeonjung seolhwa e l'Imjin yumun.
Il rivolgimento del 1689 riporta al potere i Namin e lo condanna all'esilio a Byeokdong, in residenza sorvegliata. Vi muore nel 1692. Riabilitato nel 1694, riceve il nome postumo di Munchung; la sua tomba, trasferita da Yangju a Yeoju, è tutelata dalla città. Suo nipote Min Jin-won riunisce i suoi scritti in dodici libri, stampati nel 1734 con una prefazione di Yi Jae; esemplari ne sono conservati alla biblioteca Gyujanggak, alla Biblioteca nazionale di Corea e all'università Korea, e le tavole incise al Yeongok seowon di Jangheung.
I suoi libri da Itinerarium
