Ritratto di Ludovico di Varthema

L'autore

Ludovico di Varthema

Itinerario (1502-1508)
Ludovico di Varthema è l'autore di Itinerario (1502-1508). Itinerarium ne pubblica 1 edizione modernizzata, riscritta in italiano contemporaneo e illustrata, disponibile in ebook, libro cartaceo e audiolibro.

Biografia

Ludovico di Varthema (o de Varthema, Lodovico) si dice bolognese, e la tradizione lo fa nascere verso il 1470. Le date esatte della sua nascita restano tuttavia ignote e, secondo il Dizionario Biografico degli Italiani, a Bologna non è stata ritrovata alcuna famiglia con questo nome. Suo padre, stando all'Itinerario stesso, era medico. Quasi tutto ciò che sappiamo di lui proviene dal suo stesso racconto, il che impone prudenza. La sua formazione è mal documentata: era adulto nel 1500, aveva una solida esperienza delle armi e conosceva bene Roma. Un servizio presso il duca di Urbino è solo un'ipotesi senza prove.

La sua carriera prima della grande partenza sfugge dunque in gran parte alle fonti. Si legge in controluce nel racconto: un uomo di guerra, curioso, poco fortunato, attratto dalla novità e dalla gloria che prometteva la scoperta di paesi lontani. Dopo il ritorno, appare come un familiare del cardinale Raffaele Riario, che lo chiama «familiaris noster delectissimus» nel privilegio accordato al libro nel 1510.

Il viaggio comincia verso il 1500 o il 1502, a seconda delle letture, da Venezia. Raggiunge l'Egitto, poi la Siria. A Damasco si arruola nella guarnigione mamelucca con il nome di Yunus, il che gli permette di accompagnare la carovana del pellegrinaggio verso Medina e la Mecca nella primavera del 1503. Arrestato poi ad Aden come spia, percorre lo Yemen, quindi passa in Persia e in India, e si spinge, stando al suo racconto, fino a Ceylon, Malacca, Sumatra, Giava, Borneo e alle isole delle spezie. Alcuni studiosi, tra cui Barozzi, dubitano che abbia raggiunto Banda e le Molucche. Passato ai portoghesi a Cannanore, viene fatto cavaliere dopo l'assalto di Ponnani nel 1507. Lascia l'India il 6 dicembre 1507, doppia il Capo di Buona Speranza e arriva a Lisbona nel luglio 1508, dove il re Manuel I conferma il suo titolo. L'Itinerario de Ludovico de Varthema Bolognese esce a Roma nel 1510, presso Étienne Guillery ed Ercole Nani. Conosce poi moltissime ristampe e traduzioni, in particolare una versione latina pubblicata a Milano nel 1511.

La sua rete resta soprattutto romana e veneziana. Il 6 novembre 1508, secondo i registri citati da Sanuto, il Collegio veneziano lo riceve e gli versa 25 ducati. La sua attendibilità divide i lettori: Richard Burton giudica esatta la sua descrizione del pellegrinaggio, Carsten Niebuhr conferma quella dello Yemen, mentre Garcia da Orta, Lafitau, Tiele o Schefer lo sospettano in parte di menzogna. Gli si devono in ogni caso tra le prime descrizioni europee della noce moscata e del chiodo di garofano. Non ha lasciato nessun altro scritto noto.

Il luogo e la data della sua morte sono ignoti. Un privilegio del 10 giugno 1517 lo dice già morto, senza eredi. L'unico manoscritto noto dell'Itinerario è conservato alla Biblioteca nazionale di Firenze (fondo Landau-Finaly, n. 9) e sarebbe appartenuto a Vittoria Colonna. Tra le edizioni moderne si ricordano quelle di George Percy Badger (Hakluyt Society, 1863, traduzione di John Winter Jones), di Charles Schefer (Parigi, 1888), di Paolo Giudici (Milano, 1928), di Enrico Musacchio (Bologna, 1991) e di Paul Teyssier (Parigi, 2004).

I suoi libri da Itinerarium