Ritratto di Jacques-Henri Bernardin de Saint-Pierre

L'autore

Jacques-Henri Bernardin de Saint-Pierre

Voyage à l'Île de France (1768-1771)
Jacques-Henri Bernardin de Saint-Pierre è l'autore di Voyage à l'Île de France (1768-1771). Itinerarium ne pubblica 1 edizione modernizzata, riscritta in italiano contemporaneo e illustrata, disponibile in ebook, libro cartaceo e audiolibro.

Biografia

Jacques-Henri Bernardin de Saint-Pierre nasce a Le Havre il 19 gennaio 1737, da una famiglia normanna. Da bambino legge Robinson Crusoe e, verso i dodici anni, s'imbarca con uno zio capitano per le Antille, esperienza che gli lascia una delusione per il mare. Compie studi di scienze a Caen e poi a Rouen, prima di formarsi come ingegnere alla scuola dei Ponts et Chaussées e di entrare al servizio del re.

La sua carriera di ingegnere militare è accidentata. Durante la guerra dei Sette anni viene rimosso da un incarico per insubordinazione; parte poi per Malta, quindi per i Paesi Bassi e la Russia, dove spera invano di trovare un passaggio verso le Indie. Un soggiorno in Polonia si conclude con un'avventura sentimentale; passa ancora per Dresda e Berlino prima di rientrare in Francia, nel 1766 o nel 1765 secondo le schede.

Nel 1768, senza fortuna, ottiene un posto di capitano-ingegnere all'Isola di Francia, l'attuale isola Mauritius, dove resta circa tre anni. Vi osserva la natura e la società coloniale, si leva contro il disboscamento e contro la schiavitù, e rientra passando per Bourbon, il Capo e l'Ascensione. Le sue lettere formano il Voyage à l'isle de France, à l'isle de Bourbon, au cap de Bonne-Espérance, avec des observations nouvelles sur la nature et sur les hommes, par un officier du Roi, uscito in due volumi, anonimo, nel 1773, ad Amsterdam, con vendita a Parigi presso Merlin. Il libro fonda la sua reputazione, e gli viene assegnata una pensione di circa mille lire secondo la scheda anglofona di Wikipedia.

A Parigi, d'Alembert lo introduce nel salotto di Julie de Lespinasse, dove si sente tuttavia in disparte rispetto agli enciclopedisti. Si lega soprattutto a Jean-Jacques Rousseau, con cui erborizza e di cui condivide il gusto per la natura. Gli Études de la nature (1784) lo rendono celebre; Paolo e Virginia, datato 1788 o 1789 secondo le fonti, vi compare dapprima come complemento. Seguono in particolare La Chaumière indienne (1790), le Harmonies de la nature (1796), De la nature de la morale (1798) e il Voyage en Silésie (1807). La sua pièce Empsaël et Zoraïde, scritta nel 1775, sarà pubblicata solo nel 1904.

Nominato intendente del Jardin du roi nel 1792, vede l'istituzione diventare il Muséum national d'histoire naturelle, che sopprime la sua carica. Insegna morale alla École normale dell'anno III nel 1794, entra all'Institut nel 1795 e all'Académie française nel 1803. Sposato nel 1792 con Félicité Didot, poi nel 1800 con Désirée de Pelleport, muore a Éragny, sull'Oise, il 21 gennaio 1814. Louis-Aimé Martin pubblica le sue Œuvres complètes a partire dal 1813. Le fonti consultate non dicono dove siano conservate le sue carte.

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