Biografia
Antonio de Viedma (1742-1791) fu un funzionario della Corona spagnola, nato a Jaén, in Andalusia, e autore del più antico diario dettagliato della costa della Patagonia. Comandò dal 1780 al 1783 l'insediamento di San Julián, e gli si deve una descrizione dei Tehuelche che resta una delle fonti principali su questo popolo nel Settecento.
Nasce a Jaén, secondo la scheda d'autorità il 12 giugno 1742, in una famiglia di notabili: il padre, Andrés Nicolás Fernández de Viedma y Narváez, è regidor del consiglio comunale, la madre si chiama Feliciana Verdejo y Fajardo. Ha due fratelli, Andrés e Francisco, che la stessa impresa condurrà in Patagonia, e tutti e tre entrano giovani in marina. Dei suoi primi anni si sa poco.
Nel 1778 Antonio e Francisco arrivano a Buenos Aires. Antonio vi sbarca il 27 agosto con la spedizione di Juan de la Piedra, come contabile e tesoriere. Nell'aprile 1779, quando Francisco porta la spedizione verso il Río Negro, resta responsabile dell'accampamento della baia di San José, che lo scorbuto lo costringe a lasciare per Montevideo il 1º agosto. L'anno seguente è inviato alla baia di San Julián per sostituire il fratello maggiore Andrés, malato.
Il suo diario si apre il 3 gennaio 1780, all'imbarco. Dopo aver preso possesso di Santa Elena, San Gregorio, Puerto Deseado e San Julián, fonda la Nueva Población y Fuerte de Floridablanca, il cui atto reca la data del 28 gennaio 1781. Dal 7 novembre al 3 dicembre 1782 risale verso ovest per circa 720 chilometri tra andata e ritorno, fino a un grande lago che la toponomastica associa oggi al suo nome, come il ghiacciaio che lo alimenta. Cede il comando a Félix de Iriarte il 12 aprile 1783.
A Buenos Aires, nel dicembre 1783, redige la descrizione della costa meridionale, una delle prime descrizioni etnografiche dei Tehuelche. Il viceré Vértiz raccomanda tuttavia di abbandonare gli insediamenti; un ordine reale del 1º agosto 1783 lo decide, e lo sgombero avviene il 29 gennaio 1784. Gli ordini reali del 1784 e del 1785 che cercavano di ricollocarlo restano senza effetto. Ottiene infine di rientrare in Spagna e di vivere a Jaén con lo stipendio maturato come commissario sovrintendente di San Julián.
La data e il luogo della sua morte sono discussi. La scheda d'autorità lo fa morire a Jaén il 2 dicembre 1791; altri studi parlano del 1809 a Cochabamba, il che sembra confondere la sua fine con quella del fratello Francisco, che governò quella provincia. Il suo diario, rimasto negli archivi, esce solo nell'Ottocento nella collezione di Pedro de Angelis.
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