Biografia
Si sa poco della vita privata di Robert Maxwell Macbrair: né la sua data di nascita né quella della sua morte figurano nei cataloghi e nei fondi d'archivio consultati. Scozzese, titolare di un Master of Arts (M.A.), entra nel 1833 al servizio della Società missionaria metodista wesleyana, che lo destina ad Alessandria. Questo primo incarico apre il racconto che pubblicherà sei anni più tardi.
Anziché affrontare una lunga traversata per mare, il giovane missionario raggiunge l'Egitto attraverso la Francia e l'Italia, nell'autunno del 1833, poi passando per Malta, dove si inizia all'arabo. In Egitto divide il suo tempo tra Alessandria e Il Cairo, risale due volte il Nilo fino a File e alle cateratte, e si spinge nel 1834 fino a Beirut, Baalbek e Damasco, nella Siria appena conquistata da Ibrahim Pascià. Lascia l'Egitto all'inizio del 1835, mentre la peste devasta Alessandria.
Lo stesso anno la Società cerca un volontario in grado di tradurre le Scritture nelle lingue dell'Africa occidentale. Macbrair si propone, e la sua conoscenza dell'arabo pesa nella scelta. Gli archivi della Società, conservati alla SOAS di Londra, serbano traccia dei libri che gli vengono consegnati il 26 settembre 1835 per mettere per iscritto il fulani e il mandingo e tradurre il Nuovo Testamento. Raggiunge la missione fulani dell'isola MacCarthy, sul fiume Gambia, fondata da poco, e scrive a Londra tra il dicembre 1835 e il febbraio 1836. Il clima mette alla prova la sua salute: rientra presto in Inghilterra, accompagnato da un africano che lo aiuta a proseguire i suoi lavori.
Da questo soggiorno nascono le sue opere di linguistica. La Società pubblica nel 1842 la sua Grammatica della lingua mandinga, arricchita di vocabolari, e la biblioteca dell'Università di Edimburgo gli attribuisce anche una traduzione del Nuovo Testamento in questa lingua. Redige una grammatica del fulani, rimasta manoscritta, che dona nel 1851 alla stessa biblioteca, dove si trova tuttora, nonché un opuscolo di consigli per mettere per iscritto le lingue africane, comporre libri elementari per le scuole e tradurre le Scritture.
I suoi Sketches of a Missionary's Travels in Egypt, Syria, Western Africa escono a Londra nel 1839, presso Simpkin, Marshall and Co. Macbrair pubblica ancora nel 1843 Geology and Geologists, riflessione sulle teorie degli scienziati del suo tempo, poi nel 1861, presso Longman, The Africans at Home, descrizione divulgativa dell'Africa e dei suoi popoli tratta dai racconti dei viaggiatori a partire da Mungo Park. Il libro è ristampato nel 1864 e tradotto in olandese già nel 1863 con il titolo Afrika en de Afrikanen. Poi se ne perdono le tracce.
Il suo racconto di viaggio colpisce per il tono. Pio e volentieri polemico, Macbrair si mostra caustico verso i doganieri, i pascià e i funzionari coloniali, e denuncia con lo stesso vigore l'oppressione dei fellah sotto Mehmet Ali e la schiavitù tollerata in Gambia.
I suoi libri da Itinerarium
